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La morte avrà i tuoi occhi

2018
Titolo Originale:
Bird Box
REGIA:
Susanne Bier
CAST:
Sandra Bullock (Malorie Hayes)
Trevante Rhodes (Tom)
Jacki Weaver (Cheryl)

Il nostro giudizio

La morte avrà i tuoi occhi è un film del 2018, diretto da Susanne Bier.

Distribuito da Netflix, Bird Box (titolo originale), è un adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da Josh Malerman datato 2014. Quando premiamo play i giochi sono già fatti: lo scenario è post apocalittico e Malorie (Sandra Bullock), nella prima scena, con comandi laconici e coincisi, impartisce ordini e indicazioni su come tenere in vita due bambini spaventati, ma – intuitivamente – avvezzi ai pericoli. Insieme stanno per intraprendere una spedizione durante la quale le speranze di sopravvivere saranno, evidentemente, scarsissime. Quello che di Malorie ci viene dato sapere lo apprendiamo attraverso flash back risalenti a 5 anni prima rispetto al tempo presente della pellicola: era l’alba dell’ “apocalisse”, e lei un’artista incinta e terrorizzata dalla futura maternità inconciliabile con la sua totale anaffettività. Durante il viaggio di Malorie con Bambino e Bambina, più che il timore di una madre di perdere i propri figli, abbiamo a che fare con un soldato che assegna comandi ai suoi sottoposti. La loro fuga non sembra essere il percorso verso la speranza di una vita migliore, ma una missione, durante la quale Malorie sembra affrontare una doppia sfida: quella contro i demoni fuori di lei e quella contro i demoni in lei. Ma qual è il male da cui fuggono? Cosa li ha condotti fino a quel momento?

Un virus, un’epidemia: gli esseri umani si imbattono in visioni, fantasmi, demoni da cui vengono condotti in pochi istanti alla follia e al suicidio. Per salvarsi, non bisogna guardarli. Distogliere lo sguardo dal male è l’unico modo per proteggersi. Probabilmente di tutti gli scenari apocalittici, a partire da quelli biblici passando per quelli letterari e cinematografici, questo rimane il più credibile. E’ la sottile linea tra il bene, il male e la follia. Quella follia spietata e meschina che se Erasmo da Rotterdam avesse vissuto nell’ultimo secolo e mezzo avrebbe iniziato a temere. E non per gli atti deprecabili a cui induce, ma perché è subdola ed insita in piccole ma vivaci dosi in ogni essere umano. Basti pensare al fenomeno, riferimento – forse pleonastico – ma necessario, del Bird box challenge: nella pellicola guardiamo dall’altra parte per evitare di commettere il male a cui assistiamo, mentre aldilà dello schermo trasferiamo in una sorta di gioco di contrappasso ciò che di folle c’è in un film e lo rendiamo parte della vita quotidiana in un game che ci tiene perpetuamente connessi con la morte. La morte avrà i tuoi occhi è un film che funziona dal primo minuto, poco credibile per alcuni tratti, un po’ fumoso per altri e pusillanime per la maggior parte: non osa e gioca di cautela.

I personaggi secondari non colpiscono e non lasciano alcun impatto emotivo; sono noiosi, privi di spessore e di sicuro non reggono il confronto con la spigolosità delle espressioni e la durezza del tono di voce della Bullock. Il mistero sull’origine dell’epidemia, i dubbi su una probabile invasione aliena, su un Dio punitivo che ha sottoposto a giudizio l’umanità e l’ha dichiarata colpevole, su demoni spietati che non si sporcano le mani uccidendo, ma lasciano agli esseri umani la misera scelta di togliersi la vita, non sarà un mistero svelato definitivamente. Allo spettatore viene lasciato ampio margine interpretativo. Per certi versi è la curiosità che muove l’interesse del pubblico, per altri la sfumata spiegazione lascia un po’ di amaro in bocca, perché fa pensare ad una mancanza di coraggio da parte di chi scrive. Parliamoci chiaro: è facile giocare con l’anima del pubblico quando si punta sulla stimolazione dell’interesse, sulla tensione e sul pathos, lo è un po’ meno conquistarlo definitivamente sorprendendolo con un finale inaspettato, ma chiarificatore. I metafisici saranno ben felici di potersi dilettare nell’edificazione di ipotesi noumeniche sull’archè dell’epidemia, ma i logico-deduttivi non si lasceranno abbacinare dal mistero di un finale fosco. La morte avrà i tuoi occhi è qualificato, ma nella categoria “guardatelo tutti, quanto al bis, io risparmierò un paio di GB!”.