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Kingdom

2019
Titolo Originale:
Kingdom
REGIA:
Kim Seon-hun
CAST:
Ju Ji-hoon (Lee Chang) Bae Doo-na
Ryu Seung-ryong (Jo Hak jo)

Il nostro giudizio

Kingdom è una serie televisiva del 2019, diretta da Kim Seon-hun.

Alla fine di sei intensissimi episodi l’impressione è di essere davanti ad un possibile classico. Kingdom, prima serie coreana ad essere distribuita su Netflix, riesce per diversi fattori: i mezzi messi a disposizione sono stati importanti, la coppia di showrunner composta dai due Kim, Seon-hun in regia e Eun-hee alla sceneggiatura, ha svolto un lavoro straordinario e, cosa ancora più decisiva, la fiducia presso il quartier generale di Los Gatos è enorme, con la seconda stagione già in produzione. E per chi fosse interessato al nocciolo della questione, ossia l’epidemia zombie nell’economia generale dell’operazione, non ci sarà modo di rimanere delusi, a patto che si appartenga alla frangia più romeriana del sottogenere. Ambientata nel periodo Joseon, tra quindicesimo e sedicesimo secolo, la serie ha come protagonista Chang, principe ereditario in fuga dalle cospirazioni ordite dal clan Hak-jo e alla ricerca della verità sulla sorte del re suo padre, dato per affetto da una gravissima malattia. Messosi sulle tracce del medico che ha avuto in cura il sovrano, Chang scoprirà che il morbo che ha colpito quest’ultimo si è abbattuto anche sulla gente comune, trasformando tutti in mostri bramosi di carne umana.

Niente è dunque lasciato al caso in Kingdom. L’ambientazione medievale è quella più adatta a far emergere l’idea di fondo, un concetto che guarda anche al presente: mentre nelle alti classi della società si trama, si congiura per arrivare il potere, il popolo se ne sta lì, dimenticato e affamato, costretto a silente comparsa. Ecco dunque che la fame impotente diventa rivoluzionaria e l’epidemia zombie ha il sapore di una maledizione lanciata da chissà quale forza sovrannaturale per punire la corruzione di un paese che ha abbandonato i suoi figli. In tutto questo risiede anche la forza del personaggio di Chang (Ju Ji-hoon), in fuga da congiure di palazzo e giochi del trono per poi sposare la causa del popolo e divenirne il condottiero contro il terribile cataclisma (Jon Snow chi?).  I suoi più fidi alleati si riveleranno essere infatti uomini e donne di umili origini e con una storia da raccontare, dalla sua guardia del corpo Mu-yeong alla guaritrice Seo-bi. Dall’altro lato del campo di battaglia, un duetto di cattivi per niente banale formato dallo spietato leader del clan Hak-jo (Ryu Seung-ryong) e da sua figlia, la perfida regina Cho (Kim Hye-jun).

Se i personaggi e la storia funzionano si potrebbe anche perdonare qualche ingenuità tecnica; cosa di cui però, in Kingdom, non vi è traccia. Le sequenze più action sono eccellenti: in esse si respira la tensione e l’epica al tempo stesso. Le innumerevoli comparse-zombie sono impiegate in maniera stupefacente, complice un addestramento di due mesi sulle bellissime coreografie create da Seon-hun e il suo team. Gli intermezzi comici e drammatici spezzano efficacemente il ritmo e sono sempre equilibrati, grazie anche alla scelta di interpreti molto versatili come Kim Sang-ho e Jeon Seok-ho, per citarne due a cui è richiesto questo doppio registro. La versatilità è inoltre una qualità insita nella serie, passando essa da un inizio “investigation in costume/fantasy” alla Detective Dee, condito da qualche rimembranza di “dramma di palazzo” tipo La città proibita, per poi aumentare le marce dell’horror. Un inizio che lascia soddisfatti ma anche con l’acquolina in bocca per la prossima stagione, il cui unico difetto, che in realtà è un pregio, è appunto essersi lasciata diverse porte aperte, con solo un interessante cliffhanger e un finale sospeso a chiudere questo bellissimo primo atto.