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Ozark – Stagione 3

2020
REGIA:
Jason Bateman, Alik Sakharov, Daniel Sackheim, Amanda Marsalis, Benjamin Semanoff
CAST:
Jason Bateman (Martin Byrde)
Laura Linney (Wendy Byrde)
Sofia Hublitz (Charlotte Byrde)

Il nostro giudizio

Ozark – Stagione 3 è una serie tv del 2020, creata da Bill Dubuque e Mark Williams.

Torna su Netflix la serie tv Ozark, arrivata ormai alla sua terza stagione. Il finale della seconda ci aveva lasciato con un “felice” quadretto familiare, con Martin (Jason Bateman) e Wendy (Laura Linney) Byrde e i loro figli Charlotte (Sofia Hublitz) e Jonah (Skylar Gaertner) in posa per una foto commemorativa durante l’inaugurazione del nuovo casinò, una nuova e fruttuosa attività dove poter finalmente riciclare le ingenti somme di Omar Navarro (Felix Solis). Già dalla prima puntata della terza le cose si complicano: mentre è in corso una sanguinosa guerra tra il cartello messicano di Navarro e i Lagunas, i Byrde devono continuare il loro lavoro di riciclaggio sotto la supervisione della spietata avvocatessa Helen Pierce (Janet McTeer) e con la costante e vigilante presenza dell’FBI all’interno del casinò. A tutto questo si aggiungono le diverse vedute sul piano d’azione tra Marty e Wendy: il primo vorrebbe mantenere un profilo basso per tenere la propria famiglia al sicuro, mentre la moglie vorrebbe espandere l’attività e acquistare un nuovo casinò. Si arriva a pensare che ci potrebbe addirittura essere una rottura interna tra i Byrde.

Peggiora ulteriormente le cose l’arrivo improvviso del fratello minore di Wendy (Tom Pelphrey), fan della serie già prima di far parte del cast (“Ho visto la prima e la seconda stagione forse pochi giorni dopo l’uscita della seconda e ne sono rimasto ossessionato”). Il suo inserimento all’inizio è solamente di sfondo e da un respiro un po’ più leggero alla trama, poi il suo personaggio cresce d’importanza quando si scopre mentalmente affetto da bipolarismo: il rapporto con la sorella, molto protettiva nei suoi confronti, diventa un elemento centrale della trama (forse troppo), ma anche da questo è chiaro come nella serie emerga costantemente la relazione tra i conflitti esterni di chi lavora per la malavita e le ripercussioni che questo tipo di “professione” può avere nell’ambiente familiare. Lo vediamo chiaramente nel rapporto tra i componenti della famiglia Byrde, o nelle travagliate vicissitudini di Ruth Langmore (Julia Garner) e i suoi fratelli, così come nel rapporto tra Helen e la figlia adolescente. In questo aspetto del plot possiamo trovare forse un punto di contatto con Breaking Bad, spesso accostata ad Ozark, che però, mai come in queste ultime dieci puntate, si discosta totalmente dalla serie di Vince Gilligan.

Ozark – Stagione 3, così come le precedenti due, si fonda sulla ricerca di un equilibrio, aspetto che tra l’altro rispecchia totalmente il carattere da posato calcolatore di Marty. I coniugi Byrde devono infatti bilanciare le mire espansionistiche della propria attività con una certa accuratezza, per non farsi incastrare dagli ispettori dell’FBI, per tenere sotto controllo l’ostilità dei fratelli di Ruth e di Darlene Snell (Lisa Emery) e per evitare di fare passi falsi che potrebbero compromettere la fiducia di Navarro. Il tutto tutelando la sicurezza dei propri famigliari, in primis dei figli.  Il clima cupo e di tensione che contraddistingue la serie tiene incollati allo schermo dalla prima all’ultima puntata; particolarmente riuscito è l’intreccio tra le numerose storie e sottotrame dei personaggi, alle prese con i propri conflitti interiori. Anche la terza stagione mantiene momenti caotici e violenti; magistrale il finale che lascia letteralmente a bocca aperta e suscita la voglia di seguire una quarta uscita per scoprire quali saranno le prossime mosse della famiglia Byrde.