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Pose

2018
Titolo Originale:
Pose
REGIA:
Gwyneth Horder-Payton, Ryan Murphy, Nelson Cragg, Silas Howard
CAST:
MJ Rodriguez (Blanca Rodriguez-Evangelista)
Dominique Jackson (Elektra Abundance)
Billy Porter (Pray Tell)

Il nostro giudizio

Pose è una serie tv del 2018, ideata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals.

L´esperta di sale da ballo – le cosiddette ballroom – Blanca (Mj Rodriguez) ha fondato la propria casa, soprannominata Casa di Evangelista, in cui accoglie ragazzi cacciati dalle famiglie aiutandoli a trovare il loro posto nel mondo. Come nuova “madre”, Blanca non solo ha a che fare a tempo pieno con l’educazione dei suoi “figli”, ma anche con altri problemi come le case concorrenti, il rifiuto da parte della sua stessa famiglia biologica e la fatalità incombente dell´HIV che proprio negli anni´80, periodo in cui è ambientata la serie, miete vittime ancora troppo poco informate sulle modalità di trasmissione e sulla prevenzione. A New York nel 1987-88 coesistevano due culture che non potevano essere più contraddittorie tra loro: da un lato il mondo dell’America bianca, il sogno americano, caratterizzato dal denaro e dal potere, e dall´altro la subcultura delle ballroom, delle Dragqueen, del mondo LGBTQI, popolato da gente che viveva ai margini e sotto la minaccia costante di HIV e AIDS. Pose di Netflix, in 8 episodi, si concentra su quest’ultima, ma lascia anche che entrambi i mondi si scontrino e incontrino. Siamo nell´epoca di Reagan, in cui si va imponendo la Trump Tower, che simboleggia il sogno americano – giovani e rampanti uomini in giacca e cravatta, ossessionati dalla scalata aziendale, con moglie e figli a casa ad aspettare. Stan Bowes (Evan Peters di AHS 4, AHS 5) è uno di questi laboriosi padri di famiglia. Tuttavia Stan, dopo il lavoro, non fila dritto a casa, ma si dirige al molo incontrandosi regolarmente con la prostituta transessuale Angel (Indiya Moore), che è uno dei figli della Casa di Evangelista.

Come ci si può facilmente aspettare, questo triangolo amoroso complicato rende chiaro che Stan, nonostante il suo status professionale e l’accettazione sociale verso di lui, è ugualmente un’anima perduta, che non sa chi o che cosa essere, proprio come le star delle notti ballroom. Queste sono stravaganti, colorate e dal forte impatto visivo,con pomposi costumi a volte da loro stesse realizzati. Si pavoneggiano partecipando alle varie categorie del ballo cercando di impressionare a tutti i costi la giuria e di guadagnare il grande trofeo in palio. Lo spettacolo ha sempre come moderatore Emcee Pray Tell (Billy Porter), carismatico e induscusso maestro di cerimonia, tanto brusco quanto ironico nel commentare le pose. L’obiettivo dei partecipanti è scivolare nei vari ruoli da lui proposti nel tema della serata (uno tra tutti: Dynasty), e sorprendere l´audience immortalandosi in un momento in cui ognuno può essere chi vuole, anche se poi fuori dalla sala da ballo si fanno i conti con il senso di rifiuto e la mancanza di opportunità sociali. Blanca dà anche al giovane Damon (Ryan Jamaal Swain) un posto nella sua casa dopo che è stato respinto dai genitori a causa della sua omosessualità. Damon è un ballerino appassionato (siamo in piena epoca di Vogue dance) e, con l’aiuto della sua nuova madre, riesce ad entrare in una prestigiosa scuola di danza. Completamente innocente e incosciente, viene gettato in questo nuovo mondo, fa le prime esperienze sessuali e quindi la conoscenza della paura dell’HIV. Il tema dell’HIV e dell’AIDS è fortemente presente nella storia, rivelando tutta l´ignoranza del tempo attraverso la mostruosa ipotesi che solo le persone transgender e omosessuali potessero essere infettate. Le loro cure mediche erano naturalmente limitate a causa del disprezzo sociale, visto che il loro destino non importava al resto della società, come si evince in alcune scene ospedaliere.

Per quanto devastanti siano queste scene, Pose non è né un dramma opprimente dell’AIDS né uno spettacolo esagerato di drag, ma un’opera d’arte realistica, emotiva e potente che lascia un’impressione profonda. Ciascuno degli 8 episodi contiene nuove sottotrame e sorprendenti sfaccettature dei personaggi. Mai prima d’ora tante persone transessuali avevano lavorato a un film, davanti o dietro la telecamera. Gli attori sono superbamente scelti, con i volti più noti come Kate Mara e James Van Der Beek a creare un significativo contesto. Molto ben sceneggiati sono i personaggi di Blanca, Angel e Pray Tell, che emergono senza sforzo dalla moltitudine portando fuori tante emozioni. La moda eccessiva e l’inconfondibile suono degli anni ’80 (che provenga da sale zeppe di globi in resina trasparente o che commenti scene significative in maniera a dir poco calzante) pongono su tutta l´opera una preziosa e scintillante corona. I successi di Chaka Khan (Ain´t Nobody), Whitney Houston e Donna Summer (On the Radio), insieme a perle come Private Dancer, Rumours, Love´s Theme, What, Running up That Hill (che diventa un brano emblematico), fanno riflettere su come la musica possa a volte raccontare una vita, portando le esibizioni di danza in primo piano e creando allo stesso tempo un´ambiente avvincente. Nonostante le difficili condizioni sociali di molti dei protagonisti, questa serie tv è semplicemente divertente e bellissima. Renderà dipendente chi lo guarda, con tutte le sorprese che vengono fuori ad ogni puntata; illustrativa, drammatica e spiritosa allo stesso tempo, la serie offre una panoramica perfetta sui favolosi anni ´80.