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The final girls

2015
Titolo Originale:
The final girls
REGIA:
Todd Strauss-Schulson
CAST:
Taissa Farmiga (Max Cartwright)
Malin Åkerman (Amanda Cartwright)
Alexander Ludwig (Chris)

Il nostro giudizio

The Final Girls è un film del 2015, diretto da Todd Strauss-Schulson.

Nel genere slasher, il termine “Final Girl” (coniato da Carol J. Clover nel suo bel libro, Men, Women and Chainsaws) intende la ragazza (l’unica) che sopravvive alla furia omicida del killer di turno; che lo affronta nel duello finale e, inevitabilmente, lo ammazza… fino al secondo capitolo. Ecco. Un altro film che gioca con le regole del genere, come se non fosse bastato quanto già detto e fatto, dallo zio Wes (Craven) in Scream e in tutti i derivati nei quali ha messo mano Kevin Williamson. The Final Girls, invece, l’ha scritto Joshua John Miller (che, poco più che adolescente, aveva fatto il vampiro in Il buio si avvicina della Bigelow) con tanto divertimento e cuore di fan.

Amanda Cartwright (Malin Akerman) è un ex-attricetta che vive sola con la figlia, Max (la Taissa Farmiga di American Horror Story), e, tanti anni prima, aveva goduto di una qualche notorietà per aver interpretato un filmetto dell’orrore divenuto di culto, Camp Bloodbath (ogni riferimento a Venerdì 13 non è puramente casuale) in cui interpretava una sgallettata adolescente che veniva incaprettata dallo psico-mascherato col machete. Bene. Ora Amanda muore veramente in uno stupido incidente stradale e Max, rimasta orfana, cerca di mettere insieme i cocci della propria vita, fino a quando i suoi amici la convincono a presenziare a una proiezione di mezzanotte di Camp Bloodbath. In breve, il cinema prende fuoco e Max e i suoi amici finiscono catapultati dentro lo schermo diventando parte del film.

La ragazzina si troverà così faccia a faccia con la madre più giovane che però non sa di essere la madre, ma vive come il personaggio (un po’ mignotta) del film. E poi, naturalmente, c’è il serial killer mascherato, che, stupido come un cammello, prosegue la sua missione mortale senza seguire il copione. «L’importante è non far sesso», annuncia l’esperto-nerd del cinema della paura, «perché chi fa sesso muore e la “final girl” è sempre una vergine». Max è vergine, ma anche la madre… e potrebbe rimanere tale se la ragazzina le impedirà di darla via come un frisbee… Insomma, chi tra le due ragazze sarà la “final girl”? Il regista Todd Strauss-Schulson, sembra divertirsi una casino e qualche volta il suo entusiasmo è contagioso; soprattutto nella prima parte, prima che il gioco meta-cinematografico si banalizzi. Poi, ci si annoia un po’ e The Final Girls si trasforma in una lunga, estenuante, puntata di Buffy l’ammazzavampiri senza Joss Whedon.