Featured Image

It Lives Inside

2023
REGIA:
Bishal Dutta
CAST:
Megan Suri (Sam / Samidha)
Neeru Bajwa (Poorna)
Mohana Krishnan (Tamira)

Il nostro giudizio

It Lives Inside è un film del 2023, diretto da Bishal Dutta.

Di cosa si nutre il Male? Beh, dando un’occhiata ad alcuni dei più recenti menù cinematografici, pare proprio che la dieta di gran parte dei satanassi e mostracchioni di ultimissima generazione sia quasi interamente composta da rancore, melancolia e abbondanti dosi di senso di colpa. E così come il ridanciano spauracchio a trentadue zanne di Smile, l’incattivito dibbuk acquattato fra le ombre di The Vigil e un babau di dubbio rispetto come The Boogeyman, anche l’oscuro Pishach che s’annida tra i fotogrammi di It Lives Inside dimostra di avere una fame, se non da lupo, quantomeno da demone. Lui che della brulicante e variopinta mitologia indiana è certamente uno dei villain più temuti e invocati; ma che, a differenza dei cari vecchi cuginetti jinn di arabico lignaggio, non potendosi permettere di dimorare nella consueta lampada è costretto a optare per un più modesto e anonimo barattolo.

Ed è proprio in questa spartanissima prigione da pochi dollari che il nostro invisibile e maligno spiritello ha la sfortuna di venire intrappolato a tradimento dalla timida ed emarginata Tamira (Mohana Krishnan), pronta tuttavia a passare prematuramente – e truculentamente – all’altro mondo non prima di aver affidato il temibile fardello nelle scettiche mani dell’ormai ex compagna di merende Samidha (Megan Suri). E sarà proprio costei che, divisa fra la voglia di emanciparsi dalla propria opprimente cultura natia e la necessità di combattere contro una madre (Neeru Bajwa) profondamente tradizionalista, si ritroverà incautamente a scoperchiare questo stramaledettissimo vasetto di Pandora, sguinzagliandone nuovamente il mostruoso contenuto e trovandosi a dover combattere contro un’infernale potenza assetata di afflizione e, all’occorrenza, pure di qualche bel litrozzo di sangue fresco. Partiamo dai fondamentali: posto che con l’omonima ciofeca scodellata nel 2018 da tal Sean Bingham l’opera prima di Bishal Dutta non ha per fortuna nulla da spartire, risulta davvero difficile rintracciare un qualcosa anche solo di vagamente originale alla base di un titolo come It Lives Inside, nonostante il discreto mestiere e le più che buone intenzioni che fanno da collante a questo ennesimo folk horror imbevuto di orientaleggiante lore popolare.

Se infatti l’idea di gettare l’amo all’interno dell’oscura mitologia indù alla ricerca di un soggetto quanto più possibile Sinister poteva tutto sommato risultare interessante, il ricorso all’ennesima invisibile entità malevola affamata di rimpianti – e in grado per giunta di scorrazzare alla piena luce del sole – non può che risultare, se non paracula, quantomeno sintomo di una certa pigrizia creativa. Sia chiaro che, al netto di tutto, l’operazione imbastita dal buon Dutta funziona senza particolari problemi, intrattenendo per una sana oretta e mezza grazie agli ormai ben oliati stilemi del genere e trovando la sua unica vera forza nell’impiegare il modestissimo orrore del genere stesso per aprire un’interessante riflessione sulla tensione fra integrazione ed emancipazione; ergo fra mito e realtà. Ma come il caro Amenábar da sempre ci ricorda con il suo The Others: nessuna porta dovrebbe mai essere aperta prima che tutte le altre siano state ben chiuse. A maggior ragione se, dietro il suddetto uscio, si cela l’ennesimo Incubo dal mondo delle ombre che, almeno sulla carta, dovrebbe ancora un minimo farci paura. Almeno sino a quando il fatidico bubusettete e una CGI non poi così fresca giungono inevitabilmente a rovinarci una cinematografica festicciola a base di jumpscare e riso basmati.