Gomorra 2: note sul finale di stagione

L'anticristo

«Come lo chiamiamo questo bel bambino?»

«Pietro , Pietro Savastano»

Così si conclude Gomorra, la serie, 2: Genny Savastano raccoglie dal grembo di Azzurra il suo primogenito, appena venuto alla luce, e lo chiama Pietro, proprio come il padre che in quello stesso istante é stato freddato da un colpo di pistola a sangue freddo davanti alla tomba di Imma, sua moglie e madre di Genny. Finisce con forti tinte tragiche la seconda serie e con un parallelo agghiacciante: l’incarnazione del male, Pietro Savastano, il vecchio boss, che arriva a far uccidere impietosamente una bambina di 7 anni, muore e sembra reincarnarsi nello stesso istante in una piccola creatura a pochi chilometri di distanza, come per iniziare nuovamente il circolo vizioso, senza sosta e senza paus , morto una volta, il male, rinasce un istante dopo. Questo male forse però ha l’antidoto proprio al suo interno.

C’è qualcuno che questo male l’ha bevuto fino all’ultimo sorso, e, sul punto di morire, distrutto e devastato da questo veleno riesce a trovare il guizzo (criminale) che gli permette di proseguire il suo doloroso cammino, diventa un ribelle: un ribelle assurdo come è assurdo il mondo in cui agisce «Volev’ arrevutà ‘o munn Gennà, nun ce so riuscit». Ciro di Marzio appare davanti alla tomba di Imma come uno appena tornato dal mondo dei morti . Appare in una forma terrificante: ha gli occhi vuoti e rabbiosi , il volto bianco e l’abito nero. È il corvo.  Ritorna tra i vivi a completare la sua vendetta e lo fa davanti alla cappella-tomba che porta l’effigie di Cristo sovrastanti il suo esatto contrario, Pietro Savastano, che in quel momento trova inaspettatamente davanti a sé il suo destino e la sua fine:

«Ué Cirù »

«’on Pie’»

«A fin ro juorn sta tutta ccà !»

«Sta tutta ccà !»

Bum!

Il sangue scorre sul marmo della tomba e la nuova creatura piange. Rosemary’s baby si rinnova , la seconda serie di Gomorra finisce e la terza é appena iniziata.