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7 sconosciuti a El Royale

2018
Titolo Originale:
Bad Times at the El Royale
REGIA:
Drew Goddard
CAST:
Jeff Bridges (Padre Daniel Flynn / Dock O'Kelly)
Cynthia Erivo (Darlene Sweet)
Dakota Johnson (Emily Summerspring)

Il nostro giudizio

7 sconosciuti a El Royale è un film del 2018, diretto da Drew Goddard.

Ricordiamo tutti il fantastico esordio di Drew Goddard dietro la macchina da presa con Quella casa nel bosco, scritto a quattro mani con Joss Whedon. Un autore che, oltre a possedere un’inventiva a dir poco inesauribile, si dimostra un abile creatore di personaggi, ognuno di loro con una caratteristica che li contraddistingue all’interno del gruppo. Per cui non c’è da meravigliarsi durante la visione del suo nuovo film, ovvero 7 sconosciuti a El Royale. La trama, con ambientazione anni sessanta, racconta le vicende di sette estranei, ognuno con un passato da seppellire, che si incontrano nel fatiscente El Royale, un hotel a Lake Tahoe sul confine tra California e Nevada. Nel corso di una notte, ognuno di loro avrà un’ultima possibilità per redimersi, prima che vada tutto in malora.

Con una storia del genere, è praticamente impossibile non pensare al cinema di Quentin Tarantino. Se con il suo precedente film Drew Goddard aveva ridefinito con estrema genialità il genere horror, qui si affida alle pellicole anni sessanta, senza comunque non dimenticare le numerose influenze, The Hateful Eight, Le Iene e perché no, anche Pulp Fiction. Un film che vive di una scrittura avvincente, accompagnata da un montaggio che gioca continuamente con le aspettative dello spettatore. Un cinema fisico, misterioso e che guarda tutti con sospetto. Anche questa volta il regista gioca la carta dello specchio, inducendoci a guardare da dietro un vetro per farci sentire meno colpevoli. Il tutto costruito su personaggi scritti a dovere, che mostrano la loro vera natura solo quando vengono chiamati in causa. Abbiamo un venditore di aspirapolveri (Jon Hamm), un prete (Jeff Bridges), una cantante (Cynthia Erivo) una ragazza misteriosa (Dakota Johnson) e un portiere d’hotel.

Certo, forse il ruolo della Johnson poteva anche non esistere all’interno di questo film, vittima di una caratterizzazione non proprio perfetta, però è veramente interessante assistere alle loro vicende, dettate anche da una sceneggiatura che, a parte qualche difetto, funziona a meraviglia. Ovviamente non dimentichiamo i personaggi di Chris Hemsworth e Cailee Spaeny, fondamentali durante il corso della storia. Approfondire i loro personaggi significherebbe rivelare molto della trama, per cui ci limitiamo a elogiarli per le loro interpretazioni attoriali.  Il tutto sorretto da un cast in grandissima forma, capace di lavorare sul senso di mistero che si respira per tutta la durata del film. Drew Goddard dirige con una mano consapevole, ormai esperta, che mette in mostra un comparto visivo e una fotografia davvero degni di nota. È impressionante notare come questo regista si serva di espedienti narrativi ormai datati, restituendoli in maniera spiazzante allo spettatore. Delle scelte che, in mano a un regista qualsiasi, non avrebbero sicuramente dato lo stesso effetto. Perché è questo il bello di 7 sconosciuti a El Royale. Il suo risultare tremendamente famigliare (solo all’apparenza) cambiando costantemente le carte in tavola. Un tipo di cinema di cui abbiamo fortemente bisogno oggigiorno. Quindi ben vengano autori come Drew Goddard, capaci di portare al cinema storie che meritano di essere viste e che trasmettono la giusta sensazione, ovvero quella di aver visto qualcosa di veramente suggestivo. Speriamo di non aspettare troppo per la prossima storia.