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Skam Italia 6

2024
Titolo Originale:
Skam Italia 6
REGIA:
Tiziana Russo
CAST:
Nicole Rossi (Asia)
Andrea Palma (Giulio)
Francesco Centorame (Elia)

Il nostro giudizio

Skam Italia 6 è una serie del 2024, creata da Ludovico Bessegato.

Skam Italia è un adattamento dell’originale serie norvegese del 2015, che ritrae la cosiddetta Generazione Z (successiva alla generazione dei millennials, cioè quella nata a cavallo del 2000) cercando per quanto possibile di replicarne l’autenticità, che ne è il marchio di fabbrica, attraverso un punto di vista quasi documentaristico. La sfida degli autori e delle autrici, del cast, della produzione e della troupe, è quella di tradurre fedelmente la delicata fase dell’adolescenza, carica spesso di senso di inadeguatezza e paura di non essere all’altezza. “In norvegese Skam significa vergogna e la vergogna è quel sentimento urticante che abbiamo provato tutti tra i banchi di scuola, alle prese con i primi rapporti amorosi, relazionandoci con chi ci sembra altro da noi” (citazioni da Vite parallele. Il racconto generazionale della serie televisiva “Skam Italia”, Elvira Del Guercio, edizioni Estemporanee). La serie è un classico teen drama in piena regola, incentrato sulla vita quotidiana e le sfide di un gruppo di ragazze e ragazzi che frequentano un liceo di Roma. Vengono affrontate le problematiche tipiche dell’adolescenza, attraverso il carattere e le situazioni differenti di ciascun personaggio. Ogni stagione è un focus su una persona e su alcune specifiche problematiche tipicamente adolescenziali: si parla di educazione sentimentale, sesso e sessualità, dinamiche di genere, multiculturalismo, salute mentale, il tutto in una declinazione inclusiva, di sex positivity e politically correct inteso nel vero senso del termine, e non nell’accezione negativa – come sinonimo di moralista – che gli si vuole forzatamente ed erroneamente attribuire da coloro che piangono il fatto di non poter più discriminare liberamente un’etnia, religione, genere, orientamento sessuale, disabilità. Viene dimostrato che si può vivere anche senza bullizzare le categorie cosiddette svantaggiate. Va ad inserirsi, insomma, nel filone delle serie teen di formazione di cui fanno parte anche le acclamate Sex Education e Big Mouth, vale a dire le nuove serie che fungono da specchio e riferimento per la fase adolescenziale. Il corrispettivo di ciò che sono state per i millennials Dawson’s Creek e Skins, ma finalmente senza sessuofobia e normatività implicita. È infatti ormai risaputo e conclamato il ruolo educativo e pedagogico della tv, come uno dei maggiori e più influenti contribuenti alla formazione delle opinioni.

Skam Italia è un’anomalia nel desolante panorama seriale italiano: forse l’unica serie dove vengono trattati temi quali il consenso, il revenge porn, la discriminazione su base sessuale o religiosa nella “trasversale ricerca identitaria che accomuna, nell’eterogeneità di generi, orientamenti, culture e classi sociali” tutti gli adolescenti. L’abilità dimostrata nell’adattare senza tradire l’originale norvegese viene premiata dall’enorme seguito, non solo in Italia ma anche all’estero, fatto decisamente insolito quando si parla delle produzioni televisive nostrane. Dopo Skam – stagione 5 uscito nel 2022, la prima puntata della sesta stagione di Skam Italia – stagione 6 (disponibile su Netflix dal 18 gennaio 2024) si apre sulle note di Sprite, di Claudia Landi, in accompagnamento ad un collage di manifestazioni e assalti neofascisti, scontri tra studenti e polizia, immagini di violenza squadrista, sessista e razzista: un affresco del periodo nero che stiamo attraversando. La voce fuoricampo di Asia (Nicole Rossi), la protagonista della sesta stagione, commenta: “Violenza verbale, violenza fisica, spesso in gruppo (…) Ci indigniamo per trenta secondi poi guardiamo la prossima storia e ci dimentichiamo di tutto. Come se fosse normale, come se non ci riguardasse. Come se il fascismo non potesse tornare, anche se in altre forme”. Gli anni del liceo sono quelli in cui si sviluppa una consapevolezza critica ed emotiva ma anche politica, ed è quindi fondamentale che in Skam Italia venga presa una posizione antifascista, seppure in maniera abbastanza superficiale e tiepida (probabilmente per una necessità imposta).

Asia è una ragazza che si definisce femminista e antifascista, insieme al collettivo politico La Rebelde la vediamo alle prese con un tentativo quasi disperato di contrastare la vittoria della lista neofascista alle elezioni del liceo. Vittoria ottenuta da un consenso che, in realtà, è più che altro un silenzio-assenso, poiché ciò che regna sovrana è l’indifferenza, alimentata dalla dilagante cultura dell’individualismo sfrenato. In questo quadro si inseriscono le vicende di Giulio (Andrea Palma), un nuovo studente che, a quanto pare, ha dei segreti da nascondere. Addentrandoci nella sfera personale di Asia scopriamo che è afflitta da un disturbo alimentare, tipico di molte persone che somatizzano lo stress sul proprio corpo. “È bello pensare di avere almeno una cosa sotto controllo – dice Asia -, soprattutto se pensi di non riuscire a controllare niente”. Accompagniamo Asia attraverso il racconto (a volte drammatico ma mai fuori luogo) delle fasi nella progressiva consapevolezza di sé, della propria condizione e di ciò che implica un disturbo alimentare a livello psicologico e pratico, in una maniera insolitamente matura e controllata rispetto a come normalmente viene approcciato il tema della salute (specialmente quella mentale) nelle produzioni italiane. Skam Italia si pone l’obiettivo di essere una serie complessa, sensibile e vera, obiettivo che può considerarsi raggiunto anche nella sesta serie ma fino a un certo punto: la conclusione sbrigativa dell’intreccio di storie viene delegata interamente all’ultimo breve episodio, dove ci viene propinata la stantia favoletta che si può sbagliare, si pagano i propri errori, ma esiste la possibilità di riabilitarsi e crescere. Un quadro alquanto irrealistico e semplicistico, se si vanno a vedere le effettive condizioni disastrose in cui versa il sistema educativo e rieducativo in Italia. Questo è il caso, sì, di definirlo un tentativo buonista, in quanto il detto in medio stat virtus non può considerarsi universalmente applicabile: in certi casi e in certe fasi storiche l’indifferenza è complice, ed “è proprio in questo chiaroscuro che nascono i mostri”, per citare Gramsci.