Featured Image

Sex Education – Stagione 3

2021
REGIA:
Ben Taylor, Runyararo Mapfumo
CAST:
Asa Butterfield (Otis Milburn)
Emma Mackey (Maeve Wiley)
Gillian Anderson (Jean Milburn)

Il nostro giudizio

Sex Education – Stagione 3 è una serie tv del 2021, ideata da  Laurie Nunn.

Parlare in modo oggettivo e razionale di Sex Education non è, purtroppo, un compito semplice, perché Sex Education non si pone davanti allo spettatore in modo oggettivo. Va sul personale, colpisce nell’intimo.  Parliamo di una serie che è l’espressione più pura delle esigenze del nostro tempo, del grido di ribellione delle nuove generazioni e del timore che hanno di ascoltare, questo grido, le generazioni precedenti. In un periodo in cui, inutile nasconderlo, la scoperta della sessualità da parte dei giovani avviene soprattutto attraverso il porno, sin dalla prima puntata le avventure di Otis Milburn (Asa Butterfield) e dei suoi compagni hanno avuto come scopo quello di porsi come una nuova, accorta e costantemente aggiornata educazione sessuale. Come da titolo. Dove le scuole, l’educazione genitoriale e le istituzioni falliscono, si fa avanti l’arte del cinema. Arte che, sempre doveroso ricordarlo, in Sex Education è curata fin nel minimo dettaglio. La regia è quasi virtuosa, passando dall’essere debordante ed esagerata, nei momenti di commedia più pura, a essere estremamente dosata e contenuta nei momenti più delicati, mantenendo quando serve una giusta distanza dai personaggi. Oltre che essere coerente con la narrazione, la regia di questa serie ci regala numerose e costanti citazioni cinematografiche, anche queste inserite non a caso ma inseguendo un significato ben preciso.

La prima stagione aveva al suo interno – per gli osservatori più accorti – citazione a opere come Breaking Bad e Trainspotting, portandoci in una dimensione di trasgressione e di estasi che, se nei due titoli citati apparteneva alla droga, qui faceva riferimento al sesso e alla scoperta di sé e degli altri. La terza stagione si apre, invece, con una citazione molto esplicita a 1917 di Sam Mendes, collocandoci subito e irrimediabilmente in una situazione di guerra. È quello che succede ai ragazzi del liceo Moordale, che si trovano a dover combattere la nuova preside della “scuola del sesso”, intenzionata a cambiare le cose introducendo un regime quasi militaresco, oppressivo nei confronti dell’identità e della libera espressione degli studenti. Anche se il conflitto, questa volta, è quasi manicheista e meno sottile di quanto ci saremmo aspettati, svolge la sua funzione. Se nelle prime due stagioni Sex Education offriva al pubblico una visione più giovane e aperta del sesso, suggerendo che esisteva un modo diverso per parlare di sessualità, in questo nuovo capitolo non intende più dare alternative. L’educazione sessuale deve cambiare. Il tempo in cui i giovani venivano spaventati o danneggiati da una disinformazione dalle apparenze moralistiche deve finire, in favore di una società dal dialogo aperto, libera da giudizi e pronta a rispondere alle esigenze di tutti. Tutti, nessuno escluso; questo è uno dei punti forti di questa serie.

Nella terza stagione troviamo personaggi etero, gay, bisessuali, cisgender, transgender, non binary, giovani, adulti, con disabilità, bianchi, neri… tutti insomma. E, per una volta, non ci troviamo davanti al tentativo buonista di inserire membri di minoranze nei propri prodotti per sembrare inclusivi: ognuno di questi personaggi ha ragione e necessità di esistere nel racconto. Nessuno, guardando questa serie, può sentirsi escluso, perché nessuno deve esserlo. Sex Education è una serie divertente, emozionante e profondamente geniale; non è perfetta ma non aspira a esserlo. Mette in discussione i propri personaggi e fa in modo che faccia lo stesso chi guarda, in un costante lavoro di analisi, rendendo ogni puntata quasi una seduta di terapia. Ma non è solo questo. Sex Education è, anche, una serie sgradevole. Mostra che il sesso appartiene a tutti e che non è una cosa perfetta o mistica, come secoli di religione o racconti romantici ci hanno mostrato. Ti mette davanti alle cose così come sono, non importa quanto esplicita o “imbarazzante” debba essere per farlo. Sarebbe ipocrita voler rivoluzionare l’educazione sessuale senza aver il coraggio di parlare apertamente di tutto, e Sex Education è molto coraggiosa in questo. Se tu, spettatore, ti senti infastidito, offeso o attaccato da quello che viene mostrato in questa serie, allora questa serie è stata fatta proprio per te. I tempi stanno cambiando.