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Assassinio a Venezia

2023
Titolo Originale:
A Haunting in Venice
REGIA:
Kenneth Branagh
CAST:
Kenneth Branagh (Hercule Poirot)
Kyle Allen (Maxime Gerard)
Camille Cottin (Olga Seminoff)

Il nostro giudizio

Assassinio a Venezia è un film del 2023 diretto da Kenneth Branagh.

Non solo Poirot ma anche spettri, medium e forze ultraterrene conditi in salsa horror. Perché per Kennedy Branagh, l’attore regista britannico, i romanzi di Agatha Christie sono un’ossessione al pari di Shakespeare. Così dopo Assassinio sull’Orient Express (2017) e Assassinio sul Nilo (2022) arriva nelle sale cinematografiche Assassinio a Venezia . La città lagunare e un palazzo stregato sono gli ambienti perfetti per un genere che è molto più di un giallo e che  risente della svolta sperimentata dal regista in Frankestein (1994) di Mary Shelley. “Quella per la scrittrice è una passione che ho ereditato da mia madre. I suoi romanzi sono eterni, piacciono sempre” chiosa Branagh. Qui di immortale c’è il protagonista, l’ispettore privato  belga ormai in pensione Hercule Poirot (Kennedy Branagh) che, nel secondo dopoguerra, sceglie di  vivere nella città lagunare, il luogo più misterioso, seducente e altero al mondo.

Riluttante all’idea di assumere l’investigazione di nuovi casi in quanto ha visto e sperimentato troppo per voler ancora far parte di quel mondo,
la vigilia di Ognissanti Poirot assiste scettico a una seduta spiritica in un palazzo decadente sul Canal Grande che, secondo la leggenda, è infestata dagli spiriti di bambini morti trucidati. Qualcosa va storto e ci scappa il morto, naturalmente, e il film si sviluppa su inusuali toni del thriller soprannaturale. Per chi conosce la storia delle più celebri dimore  veneziane il riferimento d’obbligo è a Ca’ Dario, famosa per la maledizione che ha visto morire tragicamente i suoi proprietari tra cui Raul Gardini. Nel cast di Assassinio a Venezia anche la recente vincitrice dell’Oscar alla migliore protagonista Michelle Yeoh, Tina Fey, Kyle Allen e Riccardo Scamarcio. “Le storie spaventose rendono la vita meno spaventosa” sembra essere la morale del film che piace ma non soddisfa. Venezia si meritava molto di più.