John Carpenter e L’esorcista III

La verità secondo Satana

John Carpenter e L’esorcista III: la notizia non è certo nuova. Ma nuove sono alcune dichiarazioni fatte nelle scorse settimane da Carpenter, che in questo periodo spesso e volentieri si lascia andare a confidenze inedite.
L’esorcista III, del 1990, scritto e diretto da William Peter Blatty, fu cronologicamente il terzo segmento della saga dell’Esorcista e venne tratto dal romanzo Gemini Killer (Legion), dello stesso Blatty. Il film ebbe una gestazione a dir poco travagliata. Blatty aveva inizialmente concepito una storia che dovesse andare sullo schermo di nuovo con la regia di William Friedkin e la cosa sembrava ormai andata in porto, quando sorsero divergenze tra lo scrittore e Friedkin. A quel punto – siamo all’inizio degli anni Ottanta – Blatty passò a scrivere il romanzo, Legion, e cominciò la caccia a un possibile regista. John Carpenter entrò in lizza. E qui arrivano le dichiarazioni di Carpenter che cambiano completamente le carte in tavola rispetto a ciò che si sapeva. John Carpenter e L’esorcista III avrebbero avuto questa congiunzione astrale. John dice infatti che a un certo punto una società di produzione gli offrì di dirigere L’esorcista III, basato appunto sul libro Legion di Blatty:

«Mi diedero la sceneggiatura da leggere e rimasi scioccato dal fatto che non fosse previsto alcun esorcismo. Doveva essere il sequel dell’Esorcista, ma non avevano inserito nemmeno un esorcismo! Poi cominciai ad avere degli incontri con William Peter Blatty e compresi chiaramente che mi voleva allontanare dal film e che la regia dell’Esorcista III voleva farla lui. Parlammo anche del fatto che trovavo assurdo che in un film intitolato L’esorcista III non ci fossero esorcismi, ma Blatty era inamovibile e disse che per lui andava bene così». John Carpenter e L’esorcista III prendono strade divergenti, quindi. Passano gli anni e la pellicola viene finalmente realizzata con la regia di Blatty. John teneva, però, sempre un occhio rivolto a quanto accadeva legato al film: «Venni a sapere che avevano incontrato grosse difficoltà e che alla fine erano stati costretti a girare delle parti aggiuntive con un rito di esorcismo, perché il film, senza, non stava in piedi, come un corpo cui mancava la colonna vertebrale. Fu una conferma che ci avevo visto giusto. Ed era come se mi fossi preso una piccola vendetta!». A noi resta solo da immaginare cosa sarebbe stato un film del genere diretto da Carpenter, che più o meno in quegli stessi anni in cui si consumava la faccenda di L’esorcista III, esplorava a suo modo tematiche diaboliche in Il signore del Male.