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Yellowstone 5

2024
REGIA:
Taylor Sheridan, John Linson, Stephen Kay, Christina Alexandra Voros
CAST:
Kevin Costner (John Dutton)
Luke Grimes (Kayce Dutton)
Kelly Reilly (Beth Dutton)

Il nostro giudizio

Yellowstone 5 è una serie tv del 2023, creata da  Taylor Sheridan e John Linson.

John Dutton beve caffè ogni mattina. Una scena che si ripete spesso, e che potrebbe risultare noiosa, ma non lo è: perché Dutton beve il caffè dove i newyorkesi e gli altri abitanti delle grandi metropoli sognano di andare, ed è questo il nucleo alla base del conflitto a Yellowstone. Dutton è un allevatore, come suo padre, suo nonno, il suo bisnonno e così via prima di lui; entra nel suo portico al mattino, con una tazza di ceramica bianca e marrone in mano, si siede su una sedia di legno che, a quanto pare, non è stata spostata per generazioni, e ammira pensieroso la sua terra, la studia, la scruta, le parla in silenzio. Un’area che si estende fino alle catene montuose del Montana, visibili molto indietro all’orizzonte , che rendono il cielo un po’ più enorme e il panorama un po’ più impressionante. Uno spazio che si estende tra la proprietà della famiglia di John Dutton (interpretato da un Kevin Costner in stato di grazia, che quest’anno ha vinto un Golden Globe per il suo ruolo) e queste montagne; lo Yellowstone Ranch è di gran lunga il più grande della regione. Quando Dutton non sta radunando il bestiame nei pascoli vicini a cavallo con il suo caposquadra e gli aiutanti del ranch, a volte sale sul suo elicottero. Il ranch è così vasto, e Dutton è tanto potente.

Ma il suo potere e il suo modo di vivere sono in pericolo, minacciati dai newyorkesi e da altri americani della costa orientale e occidentale che vogliono comprare la sua tenuta panoramica e dividersi la terra tra loro per costruire condomini, alberghi, casinò e impianti di risalita, presi di mira dagli attivisti climatici che guardano con disprezzo l’allevamento del bestiame, la proprietà della terra e le strutture patriarcali, messi in crisi  anche dai drammi della sua stessa famiglia. Ma Yellowstone, nonostante l’atmosfera di tensione che traspira dalla bellezza mozzafiato dei suoi paesaggi, riesce anche a essere una soap opera brillante, ben raccontata anche se semplice: le liasons sentimentali dei protagonisti, i matrimoni, i tradimenti, le avventure amorose dei cowboys, fanno capolino tra una scazzottata e un incendio, tra una sparatoria e una minaccia di disastro ecologico, bilanciando ad arte i sentimenti da mettere in gioco e contribuendo sicuramente all’enorme successo di questo show  creato da Taylor Sheridan, che appare lui stesso in un ruolo secondario come commerciante di cavalli e che ha ancora un meticoloso controllo creativo su ogni episodio.

La serie appare a un primo sguardo il ritratto perfetto dell’America conservatrice, tradizionale nella politica e nella visione del mondo, aggrappato a un cliché occidentale ormai superato da tempo; Yelllowstone  è certamente uno specchio dell’attuale politica e società americana, ma le linee di demarcazione non sono così nette come potrebbero sembrare, contrapponendo da un lato i Dutton conservatori e i loro autentici cappelli da cowboy, dall’altro gli abitanti liberali delle città e i loro falsi stivali . La realtà del Paese è più complessa della visione popolare di una società polarizzata, che vorrebbe spiegare tutto e renderlo comprensibile, e più che a un’ interpretazione manicheista, la serie ci offre numerosi spunti per riflettere sui più grandi temi ecologici e sociali che riguardano tutte le società contemporanee: dall’inquinamento dell’ambiente a quello creato dagli allevamenti, dal destino delle minoranze etniche (in questo show sono protagonisti, e talvolta alleati,  anche gli Indiani della vicina riserva),  al valore della libertà dei lavoratori  e a quello della corruzione politica. Yellowstone 5 diverte e fa riflettere, senza lesinare sull’offerta di bellezza di colori, ambienti e paesaggi che ogni volta rapiscono lo spettatore, accoogliendolo nelle loro calde e avvolgenti atmosfere.