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Villains

2019
Titolo Originale:
Villains
REGIA:
Dan Berk, Robert Olsen
CAST:
Bill Skarsgård (Mickey)
Maika Monroe (Julia)
Jeffrey Donovan (George)

Il nostro giudizio

Villains è un film del 2019, diretto da Dan Berk e Robert Olsen.

Essere buoni è una gran bella cosa. Ma, diciamo la verità: la cattiveria ha il suo fascino. Un fascino che, da che cinema è cinema, ci ha fatto e ci fa tutt’ora innamorare di coloro che, per un motivo o per l’altro, bazzicano assiduamente il lato oscuro della Forza. Dunque perché non dedicare un intero filmetto proprio a nostri cari vecchi cattivacci? Già fatto, direte voi. E avete perfettamente ragione, amici cari. Tuttavia, concorderete certo anche voi che non si può far più di tanto una colpa ai poveri Dan Berk e Robert Olsen se, presi dal grande entusiasmo per il brulicante universo dei motherfucker, hanno deciso, dopo il sorprendente esordio di Body e il gustoso bis di The Stakelader,  di dedicare la loro opera terza a una scalmanata e strafatta coppietta di amanti criminali (Bill Skarsgård e Maika Monroe) dediti a mille illegali bagordi con il solo scopo di procacciarsi il sacro Dio Denaro e la bianca vergine delle sniffate. Fin dal titolo, infatti, Villains non nasconde affatto l’intento di farci immedesimare, anima e corpo, con i due monellacci di turno, protagonisti di schizzatissime rapine e rocambolesche fughe in automobile come se non ci fosse un domani.

Tutto sembra filare liscio come la vaselina, almeno fino a quando i nostri due imberbi e arrapatissimi Bonnie & Clyde non si trovano a far irruzione in una ricca e anonima abitazione borghese, pronti ad arraffare quanto più possibile in assenza dei padroni di casa. Ma è qui che si presenta un delicato duplice problemuccio: una bambina (Blacke Baumgartner) trovata incatenata nel seminterrato e l’improvvisa comparsa dei due proprietari (Jeffrey Donovan e Kyra Sedgwick) i quali paiono decisamente più svitati e pericolosi dei due giovani e incocainati scassinatori. La domanda dunque sorge più che spontanea: chi diavolo sono i veri Villains? Una domanda che, a voler essere onesti, a suo tempo già Man in the Dark aveva sollevato con una certa forza, obbligandoci a riconsiderare completamente i rapporti di forza tra assalitore e assaliti e, soprattutto, i ruoli di vittima e carnefice. Una lezione che i nostri due ottimi cineasti newyorkesi dimostrano di aver ben imparato nell’imbastire un folle kammerspiel dal marcato retrogusto tarantiniano, dove ogni occasione sembra buona e ghiotta per infilarci qualche tocco di camp e una sana dose di gore mai veramente spinto ma deliziosamente stuzzicante. Almeno fino alle ultime battute finali, quando il grand guignol la fa da padrone senza alcuna pietà.

Non appena i nostri due incauti bad boys, dopo essersi improvvisati Natural Born Killers della domenica, varcano la fatidica porta che sarebbe bene non aprire, appare subito ben chiaro quale sia il diabolico giochetto al quale saranno costretti a prender parte. Nonostante ciò Villains non perde mai, nemmeno per un nanosecondo, la propria scoppiettante brillantezza, destreggiandosi allegramente e con stile fra dialoghi al limite dell’assurdo, performance attoriali degne di un applausone e, soprattutto, trovate visive a dir poco spiazzanti, tra cui vanno annoverate il disturbantissimo close up dell’estrazione di un piercing linguale, una suggestiva arrampicata in un condotto di aereazione e, come se non bastasse, cervelletti umani spruzzati sulle pareti. Sia ben chiaro: si tratta di un film davvero strano. Un weird movie in piena regola, dinnanzi al quale, nonostante non tutto torni sempre alla perfezione, non è possibile in alcun modo rimanere indifferenti. Anche perché uno spogliarello milf con protagonista Kyra Sedgwick non lo si vede mica tutti i giorni, no?