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The Midnight Gospel

2020
REGIA:
Mike L. Mayfield, Pendleton Ward
CAST:
Duncan Trussell (Clancy)
Natasha Leggero (Peggy)
Phil Hendrie (Universe Simulator)

Il nostro giudizio

The Midnight Gospel è una serie animata ideata da Pendleton Ward e Duncan Trussell.

Per parlare di The Midnight Gospel, trasmessa da Netflix e ideata da Pendleton Ward (Adventure Time) e Duncan Trussell, si spenderanno a sproposito tutta una serie di vocaboli che già di per sé sarebbero ben oltre la barriera del cliché: folle, onirico, lisergico, psichedelico, un trip, sperimentale. E fermandosi alla superficie uno potrebbe anche pensare di averci preso, ma pensare che The Midnight Gospel è figo solo perché è un trip assurdo, perché è sperimentale quindi non serve capirlo ma va preso così ed è bello per questo, significa non aver nemmeno fatto lo sforzo di andarci un minimo a fondo. La verità è che The Midnight Gospel è letteralmente immenso, forse la serie più interessante fra quelle uscite di recente, e sicuramente un’opera incredibile a prescindere dal periodo.

L’idea di fondo è tanto semplice da sembrare esigua: un adolescente viaggia attraverso mondi che rispondono a logiche tutte loro con l’ausilio di un simulatore che richiama in maniera per niente casuale una vagina, intervistando i personaggi assurdi che incontra per il suo spacecast, una sorta di podcast, seguito da un solo devotissimo fan. Le interviste sono lunghe tirate al limite del monologo, riflessioni profonde di grande respiro filosofico che giocano di contrasto con un’ambientazione apparentemente costruita sul nonsense, una fitta rete vivente di simboli e riferimenti stratificati che stemperano momenti raypunk e scene di un’ultraviolenza gore e disturbante con un tratto morbido e cartoonesco, che dà alle vicende, viaggi onirici che sembrano nonsense ma non lo sono, un’atmosfera di gentilezza e di pacatezza diffusa che stride con quanto succede sullo schermo.

Il risultato è un lungo percorso di ricerca di un orizzonte di senso che dia all’uomo una posizione nel cosmo, una lunga strada che attraversa il pensiero e lo spirito in nome di un desiderio profondo di cogliere il cosmo nella sua interezza e verità, raccontata attraverso un caleidoscopio colorato che in più di un momento ricorda non  troppo da lontano l’estetica di Yellow Submarine, il cartone animato con protagonisti i Beatles, al punto che chi scrive sospetta che la fonte di ispirazione non sia per nulla involontaria. The Midnight Gospel sembra cervellotico ma non lo è, ti coglie in fallo con i suoi momenti spiazzanti mentre ti entra sotto pelle quando nemmeno te ne accorgi, e alle ultime puntate sei bello che fottuto e quello che vedi sullo schermo smette di limitarsi a farti restare a bocca aperta per toccarti delicatamente delle corde profonde. The Midnight Gospel pianta una bandierina, alzando di un pochino l’asticella dei limiti della capacità umana di trasmettere significati raccontando storie.