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Suzzanna: Buried Alive

2018
Titolo Originale:
Suzzanna: Bernapas dalam Kubur
REGIA:
Rocky Soraya, Anggy Umbara
CAST:
Luna Maya (Suzzanna)
Herjunot Ali (Satria)
T. Rifnu Wikana (Umar)

Il nostro giudizio

Suzzanna: Buried Alive è un film del 2018, diretto da Rocky Soraya e Anggy Umbara.

Lo diciamo con tutto il rispetto e l’affetto possibile per una cinematografia emergente e per la cara vecchia serie B: questo Suzzanna: Buried Alive è un film davvero brutto. A tratti inaffrontabile. Si può certo mantenere qualche riserva su un giudizio così severo, non essendo il sottoscritto particolarmente dotto di cinema indonesiano salvo per alcuni prodotti simili a questo e per i due The Raid diretti da Gareth Evans; tuttavia difficilmente si potrà affermare il contrario. Chi dispone di Netflix avrà infatti notato che il suddetto canale streaming ha parecchio investito nel genere horror indonesiano e soprattutto nella sua punta di diamante, quel Rocky Soraya che, nel giro di pochi anni, ha già accumulato un’imponente filmografia, tra i due The Doll, Il terzo occhio e Sabrina. Suzzanna:, oltre ad essere fuorviante già dal titolo, non si discosta molto dai suoi predecessori come qualità. Diretto a quattro mani da Soraya e Anggy Umbara, evidenzia sin dai primi minuti una serie di difetti che lo renderanno poco digeribile anche ad un cinefilo horror che ne ha viste di ogni.

Innanzitutto la trama: Suzzanna e Satria sono una ricca coppia sposata che vede finalmente coronato un sogno. La donna, infatti, rimane incinta ma, mentre il marito è via per lavoro, quattro impiegati di quest’ultimo entrano in casa con l’intenzione di rubare qualcosa di prezioso. Sorpresi i ladri in casa, Suzzanna finirà per essere da loro uccisa. La donna però rimarrà nel mondo dei vivi, assumendo la forma di un Sundel Bolong, uno spirito vendicativo che non troverà pace finché i responsabili della sua morte non troveranno la sua stessa fine. Essendo una storia ispirata a figure del folklore locale, lo spettatore occidentale potrà trovare molte difficoltà a comprenderne rappresentazione e costruzione, ma non è tanto in alcune difformità narrative che risiede la pecca, quanto nella poca credibilità degli interpreti, suddivisi tra caratteristi esageratamente comici e protagonisti spaventosamente ridicoli. Tra momenti di vero e proprio polpettone e altri contrassegnati da comicità involontaria, il film sembra non finire mai. Ed in effetti due ore e più non sono proprio la durata canonica di un horror che può contare su mezzi così scarsi. Volendolo comunque prendere come un orrido divertissement, nel guardarlo, anche il più esperto videoamatore del trash avrà difficoltà a trovarne giovamento.

Nonostante tutto, qualcosa di positivo Suzzanna: Buried Alive ce l’ha pure. Alcune invenzioni splatter sono davvero notevoli, genuine come nei migliori (o peggiori) horror indipendenti degli anni ‘80. Piccoli assaggi di vero e proprio amore per il genere da parte di un giovane spettatore esaltato, messo dietro alla macchina da presa. Momenti purtroppo estemporanei ed incastonati a forza in mezzo a scene soporifere e non necessarie. La scusa della “cultura differente” dinanzi ad un pubblico occidentale non basta certo a comprendere perché film come questo siano destinati a poca fortuna dalle nostre parti. Qui a mancare è una vera e propria maturità del movimento, ancora troppo ancorato a semplicismi tecnici e narrativi, così come una visione più coraggiosa e fuori dagli schemi. C’è, sicuramente, un business, un momento favorevole dettato dall’industria, ma poi vi si trova poco altro se non una produzione omogenea ed in serie di titoli di genere difficilmente vendibili e che niente hanno da aggiungere.