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Rocketman

2019
Titolo Originale:
Rocketman
REGIA:
Dexter Fletcher
CAST:
Taron Egerton (Elton John)
Jamie Bell (Bernie Taupin)
Richard Madden (John Reid)

Il nostro giudizio

Rocketman è un film del 2019, diretto da  Dexter Fletcher.

Sono un vero e proprio trionfo di colori e stravaganza i costumi ideati da Julian Day per Rocketman, tanto che finiscono per assorbire gran parte della cifra stilistica del film, un biopic su una parte della vita di Elton John (la prima e più travagliata), prodotto dalla stessa rockstar inglese che non ha posto limiti al regista Dexter Fletcher (lo stesso che aveva sostituito Bryan Singer sul set di Bohemian Rhapsody, dopo il licenziamento del director de I soliti sospetti da parte della Fox per presunti ritardi sul set e diverbi con gli attori).Taron Egerton (Elton John), già con Fletcher in Kingsman, canta oltre a recitare ed è bravissimo. Straordinaria la scena al Troubadour, lo storico locale su Santa Monica Boulevard a West Hollywood, dove Elton, ancora misconosciuto, manda letteramente in delirio pubblico e critici quando suona al piano e canta «I remember when rock was young/ me and Suzie had so much fun». Ovvero Crocodile Rock (1972). Scena dai toni vagamente onirico-simbolici, con il compositore e il pubblico che si librano in cielo. E il cielo, il cielo delle rockstar, è quello che, dopo questa esibizione, raggiungerà Reginald Kenneth Dwight nato a Londra il 25 marzo 1947.

La singolarità di questo film è proprio che le canzoni di Elton John non le canta Elton John, ma chi lo interpreta ovvero Taron Egerton (che bella responsabiltà prestare la voce ad una rock star di questo calibro!) che ricorda, giustamente: «Quando Jamie Foxx ha interpretato Ray (Charles), hanno usato la voce di Ray. Quando Rami Malek ha interpretato Freddie Mercury, hanno usato la vera voce di Freddie…». Qui no. In questo “fantasy musical”, inoltre, cantano un pò tutti, anche gli altri personaggi, ma non in modo invadente e continuo (come in Aladdin), lo fanno con discrezione. Il film si apre con Elton che, mascherato da uccellaccio diabolico con ali e corna rossonere raggiunge un gruppo di ascolto per alcolisti, tossici e sessisti  anonimi. Da qui si snodano in flash back le vicende esistenziali della futura rock strar, nata in una famiglia problematica con padre anaffettivo e madre trovata in auto con l’amante dai lui, ragazzino cicciottello e insicuro. Solo la nonna lo protegge e lo spinge ad accettare, dato il suo innato talento come pianista autodidatta, una borsa di studio alla London Royal Academy. Lì Reginald strabilia la compunta insegnante di piano: alla prima prova, la maestra, che stava suonando il Rondo alla Turca di Mozart,  gli chiede: «Suona quello che vuoi,  ragazzo». E lui riprende lo stesso brano mozartiano. A un certo punto si ferma. «Perchè ti sei fermato?», chiede lei. «Perché lei si è bloccata qui, quando sono arrivato», ribatte il prodigioso Reginald.

Anche il suo storico paroliere e amico Bernie Taupin (il Jamie Bell di Billy Eliot) non lo tradirà mai (anzi, per un periodo, il contrario…). L’amicizia durerà tutta la vita. Nessuna ipocrisia, la vita di Elton è dipinta da Fletcher, con il consenso (e la volontà) del cantante, con tutti i colori della sua vita, nessuno escluso, compreso il deludente e travagliato rapporto, anche sentimentale, ma forse a senso unico, durato cinque anni, con il suo ex manager John Reid (Richard Madden) e conclusosi con una denuncia nei suoi confronti da parte di Elton. Non manca un tentato suicidio quando, completamente fatto, si getta in piscina e viene salvato in extremis. Infine, i momenti di estrema solitudine e depressione. Ma, soprattutto, la mancanza di qualcuno che lo ami davvero. In Candle in the wind, uno dei suoi più noti pezzi, quello dedicato a Marilyn Monroe, Eltron canta: «Like a candle in the wind/Never knowing who to cling to». Ovvero: «E mi sembra che tu abbia vissuto la tua vita come una candela nel vento, non sapendo mai a chi aggrapparsi». Un po’ come è successo a lui, a Elton. Alla fine di Rocketman scorrono immagini del vero cantante (700 brani composti) e alcune scritte in sovraimpressione: «Da 28 anni Elton John non tocca né droga né alcol e vive con il marito, il regista canadese David Furnish. Hanno avuto due bambini: Zachary ed Elijah». Happy end.