Featured Image

Ready Player One

2018
Titolo Originale:
Ready Player One
REGIA:
Steven Spielberg
CAST:
Ben Mendelsohn (Nolan Sorrento)
Mark Rylance (James Donovan Halliday)
Tye Sheridan (Wade Owen Watts / Parzival)

Il nostro giudizio

Ready Player One è un film del 2018, diretto da Steven Spielberg.

Terra. Anno 2045. Il pianeta ormai è invivibile. La sovrappopolazione ha ridotto i cittadini meno abbienti a vivere in cataste di piccolissime abitazioni una sopra l’altra. Lavoro non c’è e quindi la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi. In questo disagio quotidiano si prospetta un’unica via di fuga, ovvero OASIS, un immenso mondo virtuale a cui ogni cittadino può collegarsi tramite visore e guanti aptici. Dentro OASIS non esistono limiti, ognuno può impersonare e personalizzare il proprio avatar, ma anche parlare, incontrarsi con persone lontanissime e perché no, anche innamorarsi e sposarsi, tutto in questo vastissimo mondo virtuale. OASIS è una creazione di James Halliday (Mark Rylance), genio che alla sua morte ha dato il via ad una caccia senza precedenti: nel mondo di OASIS sono nascoste tre chiavi. Chi le troverà, erediterà miliardi di dollari e il controllo totale di OASIS. Nel momento in cui il nostro protagonista Wade Watts/Parzival (Tye Sheridan) troverà la prima chiave, verrà braccato da Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn),capo di una società informatica che mira ad avere il totale controllo di OASIS.

A distanza di pochissimo tempo da The Post, abbiamo un altro film firmato da Spielberg. Questa volta la lavorazione è durata ben tre anni, lo stesso regista, infatti, è dal 2015 che ha lavorato ininterrottamente a questo Ready Player One, ispirato all’omonimo romanzo firmato Ernest Cline dove Spielberg trascende totalmente l’opera cartacea per fare il suo di film. Esattamente come già successo con Jurassic Park, Spielberg prende il necessario dal romanzo, un mondo immaginifico dalle illimitate possibilità, per parlare e ragionare sullo stesso valore dell’entertainment audiovisivo. Il risultato è, difatti, una summa estetica e narrativa dell’eterno fanciullo che vive dentro Spielberg, mostrando come l’operazione non sia solo un riuscitissimo blockbuster dai mille colori, ma l’ennesima riproposizione di quel parco giochi spielberghiano che abbiamo imparato ad amare negli ultimi 30 anni. Esattamente come lo stesso regista dichiarò l’importanza della macchina cinema come grande fabbrica di sogni, intervistato da Wim Wenders nel 1982, OASIS è la riproposizione virtuale e in computer grafica su schermo, del sogno spielberghiano e della possibilità di raccontare infinite storie toccando la sensibilità dello stesso spettatore. Infatti anche in Ready Player One è il lato umano che smaschera un mondo fatto di bugie e ipocrisie. Per quanto la vita vera sia noiosa, triste e senza speranza, vale la pena viverla.

OASIS, dunque, non è più un luogo dove scappare o rifugiarsi, ma si tramuta in un limbo, lo stesso limbo di Halliday che lo ha costruito con tutti i suoi amori nerd degli anni ’80, un limbo fatto di fumetti, film, serie tv, giocattoli e videogiochi. OASIS pone l’attenzione sul valore della memoria, rendendola motore trainante del nostro personale futuro. I rimpianti vanno di pari passo ai successi o gli insuccessi, tutto nella vita ci insegna qualcosa che ci proietta verso un futuro da modellare e migliorare come possiamo. D’altronde, senza passato non c’è futuro e senza futuro il passato non esisterebbe. La realtà è vivere il presente, qualunque esso sia, migliorarlo, senza rinnegare ciò che c’è stato dietro di noi. Spielberg con, Ready Player One, confeziona un film di una perfezione quasi chirurgica, tutti gli elementi sono al loro posto e nonostante si tratti di un film che fa uso di scene in computer grafica e altre in live action, il montaggio finale restituisce un meccanismo d’intrattenimento incredibile e, considerata la non più giovane età del regista, il lavoro che ne è uscito fuori è davvero impressionante.