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Prossima fermata Fruitvale Station

2013
Titolo Originale:
Prossima fermata Fruitvale Station
REGIA:
Ryan Coogler
CAST:
Michael B. Jordan (Oscar Grant III)
Melonie Diaz (Sophina Mesa)
Kevin Durand (Ufficiale Caruso)

Il nostro giudizio

Prossima fermata Fruitvale Station è un film del 2013, diretto da Ryan Coogler .

Oscar Grant III ha 22 anni, una figlia che adora, una compagna innamorata, una madre amorevole, una nonna favolosa e da poco è uscito di prigione. È il 31 dicembre 2007 e ha finalmente capito di voler imboccare la retta via. Tratto da una storia tristemente vera, di quelle propriamente americane con poliziotti bianchi che sparano a ragazzi neri, Prossima fermata Fruitvale Station, esordio alla regia di Ryan Coogler, sorprende per la genuina compartecipazione con cui la storia si dipana sullo schermo.

Partendo dalle vere immagini dei poliziotti che malmenano Oscar e compagni, riprese da cellulari e videocamere dei presenti durante l’incidente avvenuto nella notte del capodanno 2008, e dalle recriminazioni della compagna per un tradimento, il flashback delle ore precedenti assume agli occhi, e all’emotività, dello spettatore un senso di profonda inquietudine. Un espediente narrativo vecchio come il mondo, ma che permette a Coogler, anche sceneggiatore, di dimostrare quanto le apparenze ingannino. La prima parte, quella precedente all’annunciata e già mostrata tragedia, è un tripudio di idee semplici ed efficaci, come l’uso della rubrica del telefono (telefonerà all’amante? No, alla mamma!).

Coogler ci fa amare Oscar, senza strafare, usando cliché del cinema (il cane), cliché nazional popolari (la famiglia) e ribaltamenti dei cliché (nessuna richiesta di scuse, così tipica nel cinema americano). Peccato che nella seconda parte il compendio di idee si perda in un compendio di dolore, inutile ai fini narrativi e pesante se paragonato alla freschezza iniziale. In fondo è una storia vera e si tratta pur sempre di un’opera prima, già premiata al Sundance, al Certain Regard di Cannes e a Toronto. Non male per un film scritto, diretto e interpretato da afroamericani. Peccato che all’Oscar c’era già quell’altro (12 anni schiavo, nda).