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Pose – Stagione 3

2021
REGIA:
Janet Mock, Steven Canals, Tina Mabry
CAST:
MJ Rodriguez (Blanca Evangelista)
Dominique Jackson (Elektra Wintour) Billy Porter

Il nostro giudizio

Pose – Stagione 3 è una serie tv del 2021, ideata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals.

La terza stagione di Pose effettua un salto negli anni 90, 1994 per la precisione; il caso O.J. Simpson domina i notiziari televisivi, la crisi dell’AIDS continua a spazzare via la comunità LGBT come un fuoco, lasciando solo distruzione. Ciò spinge Blanca Evangelista (Mj Rodriguez) a iniziare un nuovo capitolo della sua vita. L’era delle sale da ballo è svanita per loro, nonostante la Vogue dance ancora regali qualche esibizione da urlo, c’è molta meno aggregazione e le gare hanno un unico scopo: vincere alti premi attraverso sbalorditive esibizioni di playback. Blanca adesso ha una relazione d’amore con Christopher, un medico, e sta iniziando un percorso di formazione da infermiera per prendersi cura dei malati gravi, soprattutto di AIDS. Ma tutta la famiglia Evangelista sta affrontando nuove sfide. La salute di Pray Tells (incommensurabile Billy Porter) peggiora, e lo spauracchio della sua perdita porterà finalmente la famiglia a riunirsi in un percorso che li condurrà di nuovo insieme nelle sale da ballo. Inoltre una nuova casa, la Casa di Khan, si sta facendo un nome a New York City, risvegliando lo spirito combattivo degli Evangelisti. Perché la posta in gioco è molto più di un premio: bisognerà un giorno decidere chi si aggiudicherà l’eredità di Pray Tell come supremo animatore della sala di Pose. La cosa interessante di questa stagione è la trama che procede attraverso dei singoli approfondimenti monografici sui protagonisti, attraverso il loro passato fatto di dolorosi rifiuti, di momenti di grande difficoltà economica, solitudine, emarginazione, spesso di isolamento familiare.

Ripercorrere le vite di Pray Tell, Elektra, Angel, Blanca, fa capire meglio allo spettatore il valore di quanto questi personaggi abbiano saputo creare, come stabilità economica ma anche e soprattutto dal punto di vista affettivo, costruendo dal nulla quella famiglia che non hanno avuto. In questi siparietti c’è spazio per delle zoomate sul perbenismo della provincia americana, sul razzismo anche tra neri, sulle disparità di trattamento ospedaliero tra bianchi e neri, sul ruolo delle parrocchie. Allo stesso tempo, abbiamo anche delle belle occasioni di sfoggio di arte e spettacolo, di costumi creativi e meravigliosi, di esibizioni canore da brivido, come quella di Pray Tell nella quarta puntata, uno show gospel di rara intensità. La trasgressione è meno accentuata, un po’ perché oramai i temi trasgressivi sono stati ben assimilati ed elaborati dallo spettatore, un po’ perché si punta a uno spettacolo meno bizzarro e più sobrio, in cui quello che resta veramente anticonformista è il linguaggio.

Il ritmo di Pose – Stagione 3 è più teatrale ma, come ormai Murphy e Falchuk ci hanno abituati, non un solo dettaglio è lasciato al caso, come il baule di Elektra, che diventa fulcro narrativo di una rete di eventi, distanti nello spazio e nel tempo. Il tutto sempre meravigliosamente condito da una colonna sonora che serve da commento, sorta di coro tragico contemporaneo, o da elemento ambientale fondamentale per ripercorrere quegli anni favolosi. “Native New Yoker” degli Odissey, “She works hard for the money” di Donna Summer , “I love your smile” di Shanice, “I am so excited” delle Pointers Sisters, sono solo alcune delle perle elargite con generosità durante lo show. E se il finale drammatico si fa trovare puntuale all’appuntamento, la commozione lascia anche spazio alla gioia di chi ha saputo raggiungere traguardi impensabili (anche una famiglia con bambino) nonostante le premesse terribili che hanno caratterizzato le vite della comunità LGBT di quegli anni neanche troppo lontani.