Featured Image

In My Mother’s Skin

2023
REGIA:
Kenneth Dagatan
CAST:
Beauty Gonzalez (Ligaya)
Felicity Kyle Napuli (Tala)
James Mavie Estrella (Bayani)

Il nostro giudizio

In My Mother’s Skin è un film del 2023, diretto da Kenneth Dagartan.

Son tutte belle le mamme del mondo. Ma quella del buon Kenneth Dagartan deve certamente avere una marcia in più se, oltre ad un programmatico esordio come Ma, si è vista dedicare pure una conturbante opera seconda del calibro di In My Mother’s Skin. Riprendendo dunque l’allegoria fiabesca già ben presente nel suo filmico battesimo del fuoco, il talentuoso cineasta filippino sceglie stavolta di confezionare una viscerale e orrorifica dark tale, dando vita a un personalissimo Labirinto del Fauno le cui radici affondano in profondità nel sinistro folklore popolare del torbido Sud-est asiatico. Così come nel visionario capolavoro deltoriano, infatti, anche il metaforico racconto di Dagartan prende il via dalle ceneri di un devastante conflitto, sullo sfondo del quale un favoloso (e favolistico) Male dalle sembianze inequivocabilmente sovrannaturali giungerà ad insidiare un’inerme famigliola, i cui spauriti membri sperimenteranno sulla – e, meglio ancora, nella – propria pelle il lato oscuro, se non della Forza, quantomeno dell’altrettanto celeberrimo C’era una volta.

C’era una volta, dunque: non gli scampoli di una Guerra Civile ma gli altrettanto sanguinari ultimi fuochi di una Seconda Guerra Mondale dal quale il ricco Romualdo (Arnlod Reyes) e i suoi amati affetti paiono essere riusciti sinora a svicolare, nonostante i perfidi invasori giapponesi non siano più ormai soltanto alle porte ma già da tempo piantonati direttamente all’interno della loro sfarzosa magione. Accusato proprio dai nuovi indesiderati visitatori del Sol Levante di aver trafugato un ricco bottino in oro, al disperato pater familias non resterà che partire alla ricerca del provvidenziale aiuto delle sempre più prossime truppe dello Zio Sam, lasciando la debilitata mogliettina Ligaya (Beauty Gonzalez), la primogenita Tala (Felicity Kyle Napuli) e il figlioletto Bayani (James Mavie Estrella) a guardia dell’isolato e melanconico forte. E saranno proprio i due indifesi pargoletti che, mandati a cercar cibo nel fitto dell’oscura foresta, come due novelli Hansel e Gretel s’imbatteranno casualmente in una misteriosa casetta che, pur non essendo di marzapane, custodisce ugualmente strane meraviglie e insidiose leccornie.

Ma la caramella sbagliata, avidamente inghiottita nel momento sbagliato, farà sì che l’incauta primogenita stringa implicitamente un letale patto con una scaltra fata (Jasmine Curtis-Smith) che, lungi dall’essere una dolce Madrina, manipolando uno schifido sciame di cicale carnivore al fine di prendere il controllo della sofferente padrona di casa, pare piuttosto avere tutti i connotati della più classica delle stregacce cattive; portando la sempre più confusa Tala a guardare dritta in faccia la sua nuova mostruosa genitrice e, così come la lontanissima cuginetta irlandese protagonista dell’altrettanto perturbante incubo di Kate Dolan, a gridare a gran voce: You Are Not My Mother! Ed è per l’appunto un intenso e più che mai metaforico viaggio nei meandri più bui della maternità quello compiuto da Dagartan con In My Mother’s Skin, il quale sceglie di schiaffarci dritto in faccia il ripugnante dolore della separazione sin dai primissimi terribili dialoghi che, pur relegando la Guerra nel torbido limbo del fuori campo, riescono comunque a farne filtrare l’orrore come attraverso un panno intriso di sangue. Tutto il resto appare, tanto dentro quanto fuor di metafora, un’odissea in odor di Grimm Brothers ma dal pungente retrogusto di Adobo; a dimostrazione di come gli archetipi, specialmente quelli bagnati dalle calde acque della paura, non conoscono latitudine, etnia e men che meno religione.