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Il signore delle tenebre

1972
Titolo Originale:
Something Evil
REGIA:
Steven Spielberg
CAST:
Sandy Dennis (Marjorie Worden)
Darren McGavin (Paul Worden)
Ralph Bellamy (Harry Lincoln)

Il nostro giudizio

Il signore delle tenebre è un film del 1972 diretto da Steven Spielberg.

Paul Worden (Darren McGavin), un famoso pubblicitario di New York, si trasferisce con la moglie Marjorie (Sandy Dennis) e i due figli piccoli, Stevie (Johnny Whitaker) e Laurie, in una casa di campagna. Paul è costretto a stare spesso lontano dalla famiglia per recarsi a New York, mentre Marjorie si occupa dei figli e della casa. Tutto inizia ad andare al diavolo – letteralmente – appena Marjorie inizia ad ascoltare il pianto di un bimbo durante la notte e a percepire nella casa una presenza malvagia, ossessionata dalla casa e convinta che il diavolo in persona voglia impossessarsi di lei. Il signore delle tenebre (Something Evil) è uno di quei film che, se avete superato i 40 anni, deve per forza esservi rimasto da qualche parte nascosto nella memoria, e qualche spavento deve avervelo provocato da bambini. A me ad esempio, è rimasta impressa nella mente per molto tempo quella statuetta del diavolo, prima ancora di scoprire in età adulta, che quel film strano, inquietante, visto alla televisione, era stato girato dal papà di E.T. Ma non è solo una questione di affetto, o se volete di nostalgia canaglia, il film di Spielberg è un piccolo cult da riscoprire, per molti motivi.

Quando il ventitreenne Steven Spielberg girò Il signore delle tenebre, i Lutz di Amityville Horror (1979) non erano ancora arrivati sullo schermo, Regan sognava ancora di avere un cavallo, prima che Pazuzu si installasse dentro di lei, e le presenze di Poltergeist (1982) non avevano ancora iniziato a manifestarsi nella televisione della piccola Carol, per non parlare del nostrano Chi Sei? (1974) – capolavoro esorcistico di Ovidio G. Assonitis – dove uno dei bambini ricorda proprio il piccolo Johnny Whitaker (il bimboccio della serie Tre nipoti e un maggiordomo). Eppure il giovanissimo Spielberg, qualcosa deve averlo visto prima di Rosenberg e Friedkin, e prima di familiarizzare con la paura vera e propria di Lo Squalo e soprattutto con Poltergeist, in coppia con Tobe Hooper. Dopo Duel, fulminante tv movie che dimostra come Spielberg fosse capace di confezionare grandi cose con pochissimi mezzi a disposizione, il regista di Cincinnati si confronta per la prima volta con l’horror psicologico. L’esorcista di William Peter Blatty era appena uscito in libreria e Spielberg se ne appropria in qualche modo, creando suggestioni e inquietudini che diverranno un imprint del suo cinema, con lo scritto di Robert Clouse (I tre dell’Operazione Drago), e il maestro delle luci Bill Butler (Un tranquillo weekend di paura, Qualcuno volò sul nido del cuculo), chiudendo i personaggi e lo spettatore in uno spazio via via sempre più claustrofobico.

La possessione in Something Evil è solo un pretesto, un modo per Spielberg di giocare con la macchina da presa e studiarne le potenzialità. Pur muovendosi nei confini del low budget, Spielberg sfrutta la matrice televisiva per raccontare paure e angosce all’interno delle mura domestiche, il disagio della maternità e tutte le nevrosi della famiglia americana borghese. Spielberg tratta il media televisivo in maniera quasi polanskiana, dilatando i tempi e sfruttando dinamiche già rodate con soluzioni registiche e inquadrature che rivelano molto del suo cinema, prima di diventare il regista dei blockbuster che tutti conosciamo. Il signore delle tenebre, conosciuto anche come Qualcosa di diabolico, è un piccolo film, forse non del tutto riuscito, soprattutto nel finale, ma che riesce a trattare il tema della casa infestata dosando orrore e suspense, instillando nello spettatore una sensazione di disagio sempre più crescente. Un piccolo gioiello dell’orrore televisivo di uno dei più importanti registi della storia del cinema fantastico.