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Escape Plan 2 – Inferno

2018
Titolo Originale:
Escape Plan 2: Hades
REGIA:
Steven C. Miller
CAST:
Sylvester Stallone (Ray Breslin)
Dave Bautista (Trent Derosa)
Xiaoming Huang (Shu)

Il nostro giudizio

Escape Plan 2 – Inferno è un film del 2018, diretto da Steven C. Miller

Nel 2013 Escape Plan – Fuga dall’inferno risultò un tiepido successo negli Stati Uniti, decisamente in forma minore rispetto a quanto i produttori si aspettassero. Incredibile a dirsi visto che la coppia di protagonisti era formata da due mostri sacri, Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, il cui solo accostamento dei nomi era in grado di causare più agitazione di quella provata a un primo appuntamento galante. Probabilmente la produzione travagliata del film, iniziata nel 2010 e testimone sia di cambi alla regia che dell’alternarsi di attori famosi come protagonisti, non ha giovato molto. Tuttavia i mercati esteri accolsero bene il film e questo consentì l’arrivo di Escape Plan 2 – Inferno, co-produzione statunitense e cinese. E proprio qui sta il punto focale: la Cina mette i soldi e l’ago della bilancia si sposta verso oriente, verso un mercato asiatico più aperto, più accogliente. Ergo, verso una stella cinese come Huang Xiaoming. Il giovane modello, attore, cantante, si prende sulle spalle la maggior parte del minutaggio e traghetta il film verso lidi più action. Tutto bene, non fosse che così facendo ci si trova davanti a un classico esempio di bait and switch, espediente pubblicitario che utilizza un’esca per attrarre quanti più clienti possibile. La locandina di Escape Plan 2 – Inferno, infatti, mostra orgogliosa i volti di Stallone e Dave Bautista, lasciando pregustare un confronto che, fondamentalmente, non avverrà.

L’intero plot ruota intorno al personaggio di Xiaoming, Shu Ren, incarcerato ingiustamente in una prigione di massima sicurezza, all’avanguardia e da cui, apparentemente, è impossibile evadere. Per trovare una via d’uscita dovrà combattere e pensare a tutto quello che il suo mentore gli ha insegnato, mentre all’esterno Breslin (Stallone) e il suo team si adoperano per aiutare il compagno. Siamo in qualche modo distanti dal primo capitolo, anche per ovvie ragioni anagrafiche, si perde Schwarzenegger e con lui quel senso di appagamento mistico nel vederlo accostato a Sly, un’unione cinematografica all’epoca solo assaporata in I Mercenari – Expendables. La cosa sorprendente, però, è che funziona ugualmente. Escape Plan 2 smarrisce la suspense, pecca col CGI, persino la sceneggiatura è inferiore al primo, ma quando calca il piede sull’acceleratore è capace di regalare spunti action apprezzabili. Nulla di trascendentale, certo, tuttavia le scene all’interno del carcere, con Xiaoming protagonista, intrattengono e risultano quasi sempre funzionali. Riescono nell’intento di tenere caldo lo spettatore per l’arrivo, tardivo e purtroppo breve, di Bautista.

Sly non subisce naturalmente lo stesso trattamento, sebbene ci voglia un po’ prima che entri in gioco. Questo è uno dei motivi che potrebbe far storcere il naso ai più ed è comprensibile, tenendo presente ciò che mostra la locandina. Truffaldino o meno, il film diretto da Steven C. Miller e scritto da Miles Chapman, lo sceneggiatore del primo datato 2013, è un prison movie che si prende decisamente più sul serio rispetto al precedente capitolo, riesce a essere coinvolgente e se anche non possiede tutte le qualità del suo predecessore è capace di farsi apprezzare. Non ci troviamo di fronte a niente di rivoluzionario, ma la solidità di Escape Plan 2 – Inferno non è da sottovalutare, pur con tutti i difetti che innegabilmente esistono. Senza infamia né lode, ma divertente e godibile.