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D’argent et de sang

2023
REGIA:
Xavier Giannoli, Frédéric Planchon
CAST:
Vincent Lindon (Simon Weynachter)
Niels Schneider (Jérôme Attias)
Ramzy Bedia (Alain Fitoussi)

Il nostro giudizio

D’argent et de sang è una serie tv creata da Xavier Giannoli.

“E’ più facile manipolare il mercato finanziario che rapinare una banca”. Sembra scolpita come una lapide la frase che dà il ritmo al crime minithriller D’argent et de sang. Vincent Lindon, straordinario protagonista di questa serie tv presentata in anteprima alla 80° Mostra del Cinema di Venezia, la pronuncia più volte. Il suo significato si srotola lungo 12 episodi da 52 minuti, in onda a ottobre su Canal+ e poi in tutta Europa. Tratta da una storia vera e dal libro-inchiesta del giornalista Fabrice Arfi sulla “truffa del secolo” – la frode miliardaria dell’Iva francese (TVA) sul mercato di quote CO2 – è un’opera magistralmente diretta dal regista Xavier Giannoli. Una vicenda a tante facce, solo apparentemente una lotta tra guardie (di finanza, capeggiate da Weynacher/Vincent Lindon) e ladri (due ebrei tunisini, protagonista Fitoussi/Ramzy Bedia e un golden boy traider sefardita Attias/Niels Schneider) nata all’ombra della Tour Eiffel, nel quartiere parigino di Belleville, e nelle ricche dimore di Deauville. In realtà D’argent et de sang è una precisa cesellatura dei caratteri, dei personaggi, della psiche umana che rende il suo messaggio universale. Un monito su come la lotta al cambiamento climatico si può trasformare in affari loschi, come sia facile agire d’anticipo sullo Stato e deviare il mercato, di come l’occasione che fa l’uomo ladro oggi si nasconda nelle pieghe delle banche e delle Borse. Fino ad arrivare a delitti efferati. Ma anche un caleidoscopio di luoghi, classi sociali e ruoli, che gli attori interpretano benissimo, persino quelli in secondo piano.

Forse perché il marchio è tutto francese, epurato da stereotipi delle serie made in the USA. E nell’intreccio di personaggi compaiono la figlia tossicodipendente dell’ex magistrato-guardia che sta nelle banlieu, le tante giovani disposte a vendere il corpo e la firma pur di avere qualche week end o viaggio di spasso, la ricca moglie di Attias con la sua corte di cinismo. Le famose tre esse (soldi, sangue e sesso) che fanno vendere i mass media sono comunque ben rappresentate. Anche la terza, pur non comparendo nel titolo, è sempre di sottofondo. D’altronde si parla di giocatori d’azzardo che si sono conosciuti durante le partite a poker in un Casinò e proprio indagando la psicologia dei ludopatici estremi si resta con il fiato sospeso, in attesa del prossimo episodio e di quello che riescono a combinare. Sulla vicenda, avvenuta tra il 2008 e il 2009, subito dopo la crisi della Lehman Brothers, le vere indagini sono ancora in corso. Non si è nemmeno riusciti a quantificare esattamente l’ammontare di euro sottratti da questi “nouveaux pirates”. Il regista nel suo adattamento dal libro ha dovuto faticare non poco. “Cerco di mostrare la complessità. Gli episodi sono 12 ma potevano essere molti di più, considerato il materiale a disposizione”, ha dichiarato il francese Xavier Giannoli, che l’anno scorso ha vinto il premio Cesar (adattamento) e il Lumière (sceneggiatura) per le Illusioni perdute.