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Cut Off

2018
Titolo Originale:
Abgeschnitten
REGIA:
Christian Alvart
CAST:
Moritz Bleibtreu (Paul)
Jasna Fritzi Bauer (Linda)
Lars Eidinger (Jan)

Il nostro giudizio

Cut Off è un film del 2018, diretto da Christian Alvart.

Se volete vedere un serial killer movie duro, compatto, cattivo buttate un occhio su Cut Off, ovvero Abgeschnitten, insomma “tagliati fuori”, il film tedesco di Christian Alvart girato nel 2018 a lungo inedito da noi, finché non è stato trasmesso dalla Rai e reso disponibile su Raiplay. Per una volta il servizio pubblico fa il servizio pubblico… Allora, Cut Off è un thriller tratto dall’omonimo romanzo di Sebastian Fitzek e del medico Michael Tsokos: Fitzek è autore di culto in patria, una specie di Jo Nesbø teutonico, vendutissimo anche in Italia con titoli quali Il ladro di anime e Il cacciatore di occhi. Uno che ci sa fare, in quanto a costruzione del page-turner che finisce in cima alle classifiche. Il problema è che prodotti di questo tipo sono spesso sciocchezze, qui abbiamo l’eccezione. Il protagonista Paul Herzfeld (Moritz Bleibtreu) è un medico legale, un Kay Scarpetta berlinese che presta i propri servizi alla Polizia criminale, non limitandosi alle incisioni a Y sui cadaveri, ovviamente, ma restando coinvolto attivamente nelle indagini. Quando arriva sul tavolo metallico un nuovo paziente, ecco la sorpresa: il cadavere ha un corpo estraneo nel cranio che risulta essere un numero di telefono. Il numero della figlia di Paul, Hanna, una diciasettenne con cui ha un pessimo rapporto. Chiaro che quel pizzino è un messaggio a lui e uno squilibrato lo ha preso di mira, stringendo la tenaglia intorno ai suoi affetti, come dimostra la scomparsa della figlia che viene sequestrata.

Cambio di location. Linda (Jasna Fritzi Bauer) è una giovane disegnatrice, perseguitata dal suo ex che la stalkerizza: attualmente si trova bloccata sull’isola di Helgoland, Mare del Nord, chiusa per una violenta bufera e isolata dal resto del mondo (ecco la chiave del titolo), è proprio la giovane che trova un corpo sulla spiaggia. È un uomo ammazzato e contiene un altro messaggio per Paul. Il medico e Linda entrano in contatto e si coalizzano contro il maniaco. Inizia così una caccia al tesoro coi cadaveri: ogni vittima del serial killer contiene un indizio per arrivare alla successiva, in un gioco macabro che potrebbe condurre Paul alla figlia. Se arriva tardi la ragazza sarà già morta. Come sempre in questi casi, il congegno si presenta complesso e stratificato, pronto a incartarsi ancora di più nel corso del racconto; appena si afferra un brandello ecco che si sbriciola in altri frammenti e c’è una gemmazione di false piste, indizi, prove, sospetti, nessuna certezza. Al contrario di ciò che avviene coi bestseller, che soffrono lo svolgimento automatico e la scrittura sbrigativa, Cut Off ha il dono della regia: sin da principio Alvart presenta una Germania livida, crepuscolare, una società grigia incassata in regole rigide che vengono sovvertite dall’intrusione della follia.

Il dottor Herzfeld, un tipo difficile, soggetto a scatti d’ira, non pensava certo che il suo lavoro potesse tracimare nel privato. E soprattutto, il regista ha il senso del ritmo: ci porta in giro dall’obitorio all’isola in bufera, correlativo oggettivo della tempesta che avvolge i personaggi, per oltre due ore senza un attimo di tregua. Vanno dette due cose. La prima, che in tal caso per godere bisogna passare sopra al rischio di inverosimiglianza, per esempio nella sequenza in cui Linda, ventiquattrenne digiuna di medicina, esegue un’autopsia telecomandata al telefono da Paul, praticamente impossibile. Ma nella trasfigurazione del thriller ci può stare. L’altra cosa, qui il punto non è la caccia all’assassino: il colpevole è il sadico Jan Erik Sadler (Lars Eidinger) mostrato fin dall’inizio, il cuore nero della vicenda sta tutto nella modalità, come, perché e cosa sta avvenendo davvero. Concorrono al risultato gli attori, da una parte il controverso anatomopatologo di Bleibtreu, dall’altra il luciferino Eidinger che è uno dei nomi del diavolo. Il duello si mantiene serrato fino allo scontro finale, che lascia le miserie della terra per librarsi nel vuoto dell’aria, e regala anche un ultimo dettaglio splatter.