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Chernobyl

2019
Titolo Originale:
Chernobyl
REGIA:
Johan Renck
CAST:
Jared Harris (Valerij Alekseevič Legasov)
Stellan Skarsgård (Boris Shcherbina)
Emily Watson (Ulana Khomyuk)

Il nostro giudizio

Chernobyl è una serie tv del 2019 creata da Craig Mazin.

E’ notte, precisamente l’1:23 e 45 secondi. Nell’ex Unione Sovietica si verifica un incidente nel reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl. Si tratta del più grande incidente atomico nella storia. Chernobyl, una delle serie del momento, nonché primo show targato Hbo e Sky Uk da poco conclusosi anche qui in Italia, racconta proprio quel terribile incidente che sconvolse il mondo durante la notte dell’86; nei prossimi mesi arriverà in chiaro su LA7. Posta sin dall’inizio come un vero e proprio kolossal televisivo, ha mantenuto le promesse; la miniserie di cinque puntate – basata sul libro “Preghiera per Chernobyl” della scrittrice Svetlana Alexievic – è un autentico resoconto delle vicende che sono seguite al disastro, raccontando la storia di coloro che hanno lavorato per contenere il pericolo atomico, anche a costo della vita, dai dipendenti, agli esperti, ai civili costretti a lasciare le proprie case senza farvi più ritorno.

Protagonisti della serie, alcuni grossi nomi, come Jared Harris nei panni di Valerij Alekseevič Legasov, vicedirettore dell’Istituto di energia atomica; Emily Watson in quelli della scienziata Ulana Khomyuk e Stellan Skarsgard in quelli di Boris Shcherbina. Chernobyl punta a ripercorrere passo per passo l’intera storia a partire dall’incidente, mostrato nel primo episodio, cercando di spiegare a noi spettatori come si è giunti a quel tragico giorno, provando a fare luce su cause e colpevoli di un evento che doveva essere evitato. Quello che sciocca è vedere l’impreparazione, le menzogne e la presunzione di un sistema che ha inizialmente tentato di mettere a tacere i fatti, isolando la città, anziché intervenire. Inizialmente, infatti, l’incidente viene declinato come un semplice incendio al tetto della centrale, una sorta di spettacolo fluorescente d’andare a osservare con gli amici (ed è questo che viene mostrato nel primo episodio). Ma noi spettatori siamo consapevoli che quello è solo l’inizio di un incubo. Le risposte del regime sovietico sono però ferree e chiare: contenere la fuga delle notizie. Così la città viene isolata. Ma la serie è anche la storia degli eroi, di coloro che hanno messo a rischio la loro vita pur di evitare un disastro ancora maggiore.

La cura del prodotto, sia per quanto riguarda la scrittura che la regia, è notevole, dal comparto degli effetti speciali, con una ricostruzione pressoché perfetta della centrale, alla fotografia, cupa e grigia che trasporta totalmente lo spettatore all’interno della scena. Le prestazioni del cast sono davvero ottime, rette in maniera preponderante da Skargast, Harris e Watson, notevole anche il resto del cast. Una serie spettacolare e terribile, in grado di suscitare ancora curiosità e dubbi nonostante siano passati più di trent’anni, riportando le menzogne e la paura di un disastro frutto d’impreparazione ed errori fatali. Chernobyl ha avuto il successo che meritava, riuscendo ancora oggi a far pensare e, al termine, a farci domandare “Qual è il costo delle bugie?”. Quella notte dell’86, forse, è la risposta.