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Boss – Stagione 1

2011
Titolo Originale:
Boss
CAST:
Kelsey Grammer (Tom Kane)
Connie Nielsen (Meredith Kane)
Martin Donovan (Ezra Stone)

Il nostro giudizio

Boss – Stagione 1 è una serie tv del 2011, andata in onda per la prima volta in Italia nel 2012, ideata da Farhad Safinia.

Boss è la storia di un uomo straordinariamente potente che si chiama Kane, e se vi viene in mente Orson Welles, beh, avete sbagliato, ma neanche poi tanto. Tom Kane, il Boss del titolo, è il sindaco di Chicago, ispirato (si dice) al vero Richard M. Daley, capo della giunta per circa 20 anni. Boss parla del Potere, di quanto consumi e logori (chi non ce l’ha, naturalmente) e crei dipendenza, di come la differenza tra fini e mezzi sia spesso impossibile da mettere a fuoco.

A interpretare Tom Kane, protagonista assoluto di Boss, per alcuni versi shakespeariano, per altri versi Tony Soprano, è Kelsey Grammer, alla sua prima prova drammatica dopo il successo ottenuto nelle sitcom Cin Cin e Frasier. Il suo è un personaggio ingombrante, scaltro e senza scrupoli, ma affetto, in segreto, da una malattia degenerativa incurabile. Nessuno può venirne a conoscenza: non la moglie algida e distante (Connie Nielsen), impegnata a pennellare le pareti di un matrimonio di facciata; non i collaboratori più stretti, per quanto ubbidienti e fedeli, come Kitty O’Neal (una sensualissima Kathleen Robertson) ed Ezra Stone (Martin Donovan); non il giovane politico rampante, che rincorre il governatorato del Michigan, men che meno gli avversari politici, che annusano l’odore del sangue e si accalcano per ribaltare il trono, figuriamoci la stampa.

Tra i produttori esecutivi di Boss figura Gus Van Sant, che ha diretto anche il bellissimo episodio pilota (un piccolo film, data la sua forma semi autoconclusiva) incollandosi a occhi e orecchie dei suoi personaggi per restituire una Chicago livida, gelida e minacciosa, nonostante le linee pulite e il cielo terso, spazzato dal vento. Chicago è l’altra protagonista dello show: sotto le nuvole veloci, è una metropoli corrotta e decadente, terreno di un gioco di troni contemporaneo, dove, inevitabilmente, o si vince oppure si muore.