Featured Image

L’ultimo Libro

Autore:
Giancarlo Biserna
Editore:
Il Cerchio

Il nostro giudizio

Il romanzo di Giancarlo Biserna, L’ultimo Libro stupisce il lettore per diversi motivi: per la trama raccontata, per la modalità scelta per narrare la vicenda e per lo stile dell’autore. Nel primo caso ci troviamo in un futuro vicino, sono trascorsi appena cinque anni dalla pandemia di Covid-19, ma l’umanità è minacciata da un nuovo terribile virus di tipo spirituale. Questo già suggerisce la complessità della vicenda e l’altrettanta difficoltà nell’allontanare la catastrofe totale. Nel secondo caso, l’autore ha deciso di affidare al protagonista della storia, Amos, la narrazione degli avvenimenti, che si concluderanno con la fine dello stesso protagonista. L’autore sceglie l’espediente narrativo della metanarrazione per raccontare la sua storia. Infine, il lettore noterà da subito lo stile ricercato con cui è scritto questo romanzo, che appartiene al genere apocalittico. Scrive Franco Cardini, nell’introduzione al libro: “Che al giorno d’oggi il “genere letterario” al quale questo libro appartiene si stia facendo sempre più corrente e comune, di per sé potrebbe non significare gran cosa: nemmeno – sia chiaro – una prova della banalità o dell’insignificanza di esso. Al contrario: anche l’Apocalisse (e non è facile citare un’opera che sia più best seller di essa…), o 1984, o Fahrenheit 451, appartengono a questa famiglia, la quale si presenta pertanto come molto illustre. L’ultimo Libro è, dunque, un romanzo complesso, non solo per l’intreccio narrativo, ma soprattutto per il messaggio universale che l’autore vuole veicolare. Alla base di tutto vi è l’atavica lotta tra il bene e il male, che nella società odierna viene declinata in diverse modalità e sfaccettature. La fondazione di un nuovo cristianesimo rappresenta la nuova soluzione finale. Dunque, oltre ad un intreccio complesso, anche un messaggio teologico ben preciso, che affonda le radici negli studi in cui Biserna è specialista. Un’opera complessa, che può apparire di difficile lettura per chi non è particolarmente avvezzo al linguaggio teologico e filosofico, ma non per questo l’opera risulterà al lettore comune poco avvincente.