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L’occhio nel labirinto

BD

Il nostro giudizio:

Un’edizione Blu-ray con traccia italiana per il raro giallo di Mario Caiano, L’occhio nel labirinto

1972: dopo i primi seminali film di Mario Bava e il folgorante exploit argentiano del 1969, l’industria cinematografica italiana è in piena febbre giallo-thriller e sforna numerose pellicole che, spesso e volentieri, si limitano a riciclare senza pudore la formula vincente escogitata da Dario Argento ma anche, a volte, film capaci di distinguersi dal “mucchio” per le inequivocabili doti stilistiche e poetiche di grandi registi come Lucio Fulci, Sergio Martino, Umberto Lenzi, Aldo Lado e via elencando. Mario Caiano, classe 1933, è un regista che ha dato il suo prezioso contributo soprattutto in altri generi (per esempio il western, il poliziesco) eppure il suo Amanti d’Oltretomba (1965) resta tutt’oggi una pregiata perla del gotico nostrano e il raro L’occhio nel labirinto (1972), adesso finalmente pubblicato in home video, può certamente essere considerato un thriller psicologico e morboso che pur tenendo in doverosa considerazione gli stilemi allora in voga riesce a trasmettere una sua precisa personalità e un suo fascino autentico. Le inquietanti vicissitudini della giovane Julie (Rosemary Dexter) in cerca del suo psicanalista e amante Luca Berti (Horst Frank) scomparso a Maracudi, un paesino che pullula di bizzarri individui (obbligatorio citare, almeno, Adolfo Celi, Alida Valli e Gigi Rizzi) sono servite dentro una sceneggiatura che mostra spesso il fianco a causa di alcuni meccanismi un po’ forzati, ma la perizia tecnica e lo sguardo di Caiano ci consentono di abbandonarci alla visionarietà allucinata del film sorvolando sulle ingenuità.

Per anni invisibile o quasi, questo thriller assolato torna a splendere dopo il trasferimento 2K realizzato dalla label americana Code Red e adesso distribuito in blu ray anche in europa da Liamentol, per chi scrive una semisconosciuta label spagnola. Senza entrare nel merito della liceità – o meno – di questa edizione, il master proposto è appunto quello Code Red di buona fattura, ben definito e dai colori brillanti. Nessun uso di filtri, grana fine e naturale, insomma una resa adeguata al supporto che ci permette di gustare dignitosamente la bella fotografia di questo piccolo gioiellino riemerso. Anche le tracce audio sono soddisfacenti: sia il potente DTS inglese (potente ma, anche, un po’ pasticciato con effetti sonori troppo enfatizzati dal nuovo missaggio) sia le tracce DD italiana e spagnola, filologicamente più corrette; va segnalato, inoltre, che per fortuna non ci sono sottotitoli forzati sulla traccia italiana.

Le carenze riguardano piuttosto il basico authoring del disco che ci offre solo un modesto menù statico e la totale assenza di extra a parte un trailer non d’epoca realizzato da Code Red per presentare il nuovo master restaurato e trasferito in hd. Insomma, ben venga un’edizione bd con traccia italiana di L’Occhio nel Labirinto (l’edizione americana ne è priva), e considerando la rarità del titolo probabilmente è il caso di essere clementi. Tuttavia, speriamo che magari in futuro qualche label più attenta ai dettagli ci proponga un’edizione migliore e con qualche extra interessante.