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I classici dell’erotismo italiano – Zora la vampira

Autore:
Rubino Ventura, Birago Balzano
Editore:
Cosmo Editoriale

Il nostro giudizio

In principio fu Jacula. Era il marzo 1969 e non poteva esserci anno più propizio per l’origine delle vampire erotiche del fumetto italiano! La stagione dei neri (Diabolik, Satanik, Kriminal e molti altri) stava per entrare nei suoi anni più morbidi, dopo i truculenti esordi e le molte censure e i processi subiti. Ma i lettori desideravano che i limiti venissero spostati ancora un po’ più in là. Ed ecco che per le edizioni ErreGI (poi Ediperiodici), Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon creano insieme al disegnatore Giorgio Cambiotti la prima di una serie di vampire bellissime e perverse…Cosmo Editoriale ha avuto una bella idea nel riproporre, cinquant’anni dopo, quattro albi dedicati ad altrettante eroine succhiasangue. Si parte da Zora la vampira a luglio ma una al mese arriveranno anche Jacula, Yra (disegnata da Leone Frollo) e infine Sukia! Per Zora, portata anche al cinema dai Manetti Bros nel 2000, la Cosmo ha scelto due episodi della seconda serie, il n° 7 e 8, intitolati La bara a due piazze, Il casto eremita, usciti nel 1973.

La copertina scelta è quella, iconica e lussureggiante di Alessandro Biffignandi, un vero maestro che qui usa come riferimento un’indimenticabile Catherine Deneuve come Emanuele Taglietti, su Sukia, usava come modella Ornella Muti…Se le sceneggiature di Zora la vampira sono di Rubino Ventura, al secolo Giuseppe Pederiali (interessante autore di molti romanzi fantastici che andrebbero recuperati) i disegni sono di Birago Balzano nato a Trinitapoli nel foggiano (ma oggi è in provincia di Barletta-Andria-Trani) nel 1936 ed ancora vivente. Balzano, molto attivo anche nel fumetto western, è quindi uno degli ultimi testimoni dell’epoca degli erotici popolari italiani, all’epoca vendutissimi ma da sempre considerati spazzatura.

Queste “letture da caserma” (quanto razzismo in quest’espressione, contraltare maschile dei “romanzi da cameriere”!) non sono mai davvero scomparse dalla memoria degli italiani e tornano ora in edicola e in libreria. I lettori che conoscono questi personaggi solo per sentito dire potranno toccare con mano quanto queste storie poco eleganti, talvolta rozze, posseggano ancora molta energia e riescano ad evocare non solo un mondo di violenza, terrore ed insopprimibili desideri sessuali ma anche l’Italia che li ha prodotti, un paese lontano da quello in cui viviamo noi oggi, tristi orfani di quei volgarissimi e deliziosi fumetti pulp.