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Horror. Mezzo secolo di incubi, magia e misteri a fumetti

Autore:
Alfredo Castelli
Editore:
Nona Arte

Il nostro giudizio

L’importanza di Alfredo Castelli, celebre per aver creato Martin Mystère, esula l’ambito pur vasto del fumetto. Le sue creazioni, fin dall’esordio negli anni sessanta, sono state estremamente originali e innovative, pur restando all’interno del fumetto seriale. La sua collaborazione con la Sergio Bonelli Editore inizia negli anni settanta, quando Castelli sceneggia alcuni episodi di Zagor e una sessantina di numeri di Mister No. Nel 1982 esce Martin Mystère, personaggio di grande freschezza ed eccezionale stratificazione, che influenzerà profondamente tutti i personaggi del fumetto italiano apparsi succesivamente. Ma la rilevanza di Castelli è da ricondurre non solo al detective dell’impossibile e alla sua eccezionale ricchezza di riferimenti in tutto lo scibile umano. Castelli ha creato, infatti, numerosi altri personaggi che le edizioni Nona Arte stanno riproponendo in volume. Sto parlando di Mister Charade, Gli Astrostoppisti, L’Ombra e Gli Aristocratici, serie realizzate insieme a grandi artisti come Alfredo Tacconi, Renato Polese e Nevio Zeccara. Ma l’attività di Castelli, che è anche storico del fumetto e della letteratura popolare (straordinario ad esempio il suo illustratissimo saggio su Fantomas) non si si è limitata alla creazione e alla sceneggiatura di personaggi seriali ma si è anche dispiegata nella direzione di alcune riviste preziosissime, dalla prima fanzine italiana sul fumetto, «Comics Club 104», fino a «Tilt» e «Eureka».

La rivista che rimarrà per sempre nel cuore degli appassionati di fumetti e di tutto ciò che riguarda il fantastico e il terrore è però «Horror», mensile creato e diretto insieme a Pier Carpi in due serie dal dicembre 1969 all’ottobre 1972 ed edito da Gino Sansoni, vero e proprio re dell’editoria di bassa qualità e vero e proprio genio del marketing artigianale. Sansoni però pubblicò anche testate di grande qualità, tra cui proprio quella diretta da Castelli e Carpi. Quest’ultimo fu un personaggio curioso e di enorme cultura, oggi quasi dimenticato. Pubblicò molti saggi su svariati argomenti, tra cui alcuni sull’occulto e la magia, di cui fu un grande studioso, nonché romanzi. Negli anni settanta fu anche regista di film, oggi di culto, come Povero Cristo (trama: Mino Reitano scopre di essere Gesù), Cagliostro (tratto da una sua biografia sul celebre alchimista italiano) e Un’ombra nell’ombra (tratto da un suo romanzo). Carpi, purtroppo scomparso prematuramente nel 2000 a sessant’anni, diede un grande contributo alla creazione di «Horror» con la sua eccezionale cultura e i suoi contatti con i maggiori esperti di occulto e magia. Il grande valore della rivista è ancora evidente a chiunque sfogli il libro antologico che Nona Arte ha pubblicato a fine 2019 per festeggiarne i 50 anni. Il volume contiene tutte le storie sceneggiate da Castelli per la rivista e dà conto della qualità e della forza di quei fumetti, disegnati tra gli altri da Marco Rostagno, Sergio Zaniboni, Leone Cimpellin, Aldo Di Gennaro, Giorgio Montorio, Gianni Grugef, Giovanni Cianti, Carlo Peroni e molti altri, in una felice commistione tra grandi talenti ed esordienti. Una rivista che vanta molti primati. Fu la prima dedicata interamente al fumetto horror e al fantastico in generale che sviscerò in tutte le sue incarnazioni, dal cinema alla letteratura con grandi esperti come Luigi Cozzi, Piero Zanotto, Claudio Bertieri, Emilio De’ Rossignoli e Ornella Volta.

Un primato curioso sembra riguardare il linguaggio: nei dialoghi si passò per la prima volta dal voi fascista all’attuale lei. Infine «Horror» fu l’unica rivista fatta al 99% da autori italiani che seppero approfondire le origini nobili del fantastico italiano, evidenziando come proprio l’Italia fu l’ambientazione prediletta dal romanzo gotico, ovvero l’origine mondiale dell’orrore in letteratura. Il volume di Nona Arte è curato con amore dallo stesso Castelli, che firma un’introduzione piena di informazioni e immagini e alcuni altri contributi all’interno. Il valore di «Horror» è da ricercare, oltre che nel fumetto, anche nella saggistica, nella grafica e nella qualità giornalistica generale della rivista. Ottimo quindi, per dare un assaggio anche della parte redazionale, che questa antologia riporti una storica intervista al regista Mario Bava che sembra si sia ispirato per un suo film proprio ad alcuni racconti pubblicati dalla rivista. Quest’intervista è uno dei tanti meriti di Castelli, dato che risulta essere la prima in assoluto concessa alla stampa dal grande regista romano. Un omaggio ad un grande capolavoro editoriale degli anni settanta ancora oggi capace di dare grande piacere a chi ne leggerà i racconti, pubblicati in uno splendido ed espressivo bianco e nero. Un modo per ripercorrere la storia delle riviste e il loro peso nella cultura italiana.