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Spriggan

2022
REGIA:
Hiroshi Kobayashi

Il nostro giudizio

Spriggan è una serie tv d’animazione del 2020, diretta da Hiroshi Kobayashi

Civiltà antiche, scomparse nelle nebbie di un tempo antichissimo, hanno lasciato sulla terra artefatti dal potenziale enorme, in grado di mettere a rischio l’esistenza del genere umano. Perché essi non finiscano nelle mani sbagliate un’associazione, ARCAM, gira per il mondo con lo scopo di recuperarli, studiarli e, se non c’è altra possibilità, sigillarli per sempre. Organizzazioni rivali come Trident sono sul campo a contendersi tesori preziosi di potenza inaudita. Per questo motivo ARCAM mette in campo gli Spriggan, agenti segreti dotati di capacità sovrumane in grado di compiere missioni di estrema pericolosità. Agenti come il maestro di arti marziali Orochi, il licantropo francese Jean Jacquemond o come Yu Ominae, soldato adolescente dotato di una corazza che lo rende una macchina da combattimento inarrestabile.

Tratta dal manga omonimo di Hiroshi Tashikage e Ryoji Minagawa, sbarcato in Italia grazie agli sforzi pionieristici di Granata Press e ripubblicato in seguito da Panini Comics, Spriggan è una serie d’animazione action in sei episodi che copre una parte della vicenda raccontata nel fumetto. Un primo adattamento in forma di lungometraggio era stato realizzato nel 1998 da Norihiko Sudo, assistito niente meno che da Katsushiro Otomo, creatore del leggendario Akira. Questo nuovo  Spriggan  targato Netflix forse manca dell’enorme potenza visiva del lungometraggio, una vera festa per gli occhi, ma in definitiva non se ne sente più di tanto la mancanza. Anzitutto perché la fattura della serie, prodotta dallo studio di animazione David Production, è comunque pregevole. Bella da vedere soprattutto nel character design molto militaresco e fluida nelle animazioni con momenti action ben orchestrati e dal ritmo tirato, soddisfacenti proprio come quelle del manga, da cui la serie prende il meglio attualizzandolo quel tanto che basta per farne un interessante prodotto per gli spettatori contemporanei. Altro punto di forza è la scrittura, che non copia pedissequamente il manga ma tira via quel tanto che basta per rendere la narrazione scorrevole senza alleggerire la storia delle sue parti più memorabili, una su tutte lo show stealer Jean Jacquemonde.

Spriggan è la classica prima stagione che riesce nell’intento di invogliare lo spettatore a vederne il seguito pur senza bisogno di lanciare ami a lungo termine che si trascinano in sottotrame infinite. Come il manga, la serie trova la sua soddisfacente compiutezza in cicli progettati per aprirsi e chiudersi in poco tempo senza risultare tirati via, il tutto a guadagno della leggerezza di un’opera che si distingue proprio per l’alta fruibilità e per una leggerezza non priva di consistenza, valorizzata da una struttura fortemente verticale che, senza rinunciare a un solido filo conduttore fra gli episodi, esalta quel senso di varietà di una serie che fa del sense of wonder uno degli elementi cardine in un mix efficace di avventura e fantascienza fortemente caratterizzato. Forse Spriggan non è un’opera nata con l’ambizione di fare la Storia con la S maiuscola, come per esempio Evangelion, non di meno dimostra di reggere il peso del tempo alla grande prestandosi a un adattamento efficace e ben riuscito anche a decenni di distanza dall’uscita della versione cartacea.