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What Lies Below

2020
REGIA:
Braden R. Duemmler
CAST:
Ema Horvath (Liberty Wells)
Troy Iwata (Tommy)

Il nostro giudizio

What Lies Below è un film del 2020, diretto da  Braden R. Duemmler.

È sempre un lieto evento tra i fan dell’horror quando H.P. Lovecraft e la sua poetica dell’orrore compaiono, anche su mentite spoglie, quando più sono inaspettati e dalle premesse di What Lies Below, esordio nel lungometraggio per il regista e sceneggiatore Braden R. Duemmler, tutto ci si poteva aspettare tranne che una discesa verso quegli spazi angusti di orrore ancestrale e impossibile da spiegare. La confezione, sin dall’inizio, è quella del teen movie, della storia di formazione, dello strappo dall’infanzia all’adolescenza sotto il segno, tinto di orrore, del sesso e del sangue. Al centro di questa iniziazione all’età adulta sta Liberty, detta Libby (Ema Horvath), che al contrario dei propri compagni, preferisce trascorrere la gita nascosta letteralmente dietro un libro, rifugge ogni contatto sociale e veste in maniera sciatta. L’assenza, nonostante la giovane età, di qualsiasi impulso nei confronti del sesso stride terribilmente con la tempesta ormonale in cui sembra perennemente vivere la madre (Mena Suvari) che, dopo averla presa dal campeggio, la porta nella loro casa sul lago per farle conoscere il nuovo compagno, il prestante John Smith (Trey Tucker).

La visione di John in costume appena uscito dall’acqua fende l’algida corazza di Libby che rimane inizialmente colpita non solo dalla perfezione fisica dell’uomo, ma anche dal carattere socievole e dalla cura che riversa nei confronti della madre e nei confronti della natura. Come avvisa però il titolo, qualcosa si nasconde dietro questa superficie: dietro l’uomo perfetto, il compagno che tutti vorrebbero e lo scienziato che lavora a una teoria per salvare il mondo dalla carenza di acqua dolce, si cela qualcosa di sconosciuto che si rivela immediatamente nel momento in cui Libby ha la sua prima mestruazione durante un giro in barca. Da questo momento il thriller del sospetto si incrocia con la fantascienza più spinta e Libby si trova ad affrontare una minaccia che sembra provenire dalle profondità del lago, altra superficie che con le sue acque limpide sembra celare un’entità che si esprime tramite un’emanazione luminosa, rossa come il sangue. Con un cast di un pugno di attori, tra cui la ben ritrovata Mena Suvari, che dopo l’esplosione di American Pie e American Beauty di due decenni fa si barcamena tra b-movie e serie televisive,What Lies Below parte come un thrillerino su una ragazza insidiata dal patrigno per sbarcare improvvisamente dalle parti dell’horror fantascientifico dal gusto retrò con una continua progressione nel ritmo e nell’orrore.

Regista magistrale, pur alla sua opera prima, e con una buona capacità di utilizzare gli spazi e le ombre per creare momenti di paura assolutamente genuini, supportati da una buona cura della fotografia, soprattutto nelle sequenze notturne. Purtroppo, il film è come il suo villain: apparentemente bello e travolgente ma, grattando la superficie, ne esce fuori qualcosa di diverso e in questo caso l’anello debole è la tenuta della sceneggiatura. Molte cose vengono lasciate alla libera interpretazione dello spettatore, che non è mai in assoluto un difetto o un punto debole, anche se alla luce della risoluzione del terzo atto, con il finale che definire tronco o affrettato è dir poco, viene il dubbio che la volontà di costruire una mitologia dietro al mistero di John Smith, con tanti riferimenti alla cultura Navajo e numerosi spunti fantascientifici, sia venuta meno, man mano che i nodi dovevano venire al pettine. Succede quindi che il notevole clima di tensione costruito per una buona oretta si sgonfia dietro la sensazione di presa in giro data dal finale, assolutamente inconcludente e degno di un disonesto pilota di una serie televisiva mai prodotta.