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Djinn

2012
Titolo Originale:
Djinn
REGIA:
Tobe Hooper
CAST:
Razane Jammal
Khalid Laith
Aiysha Hart

Il nostro giudizio

Djinn è un film del 2012, diretto da Tobe Hooper.

Djinn (il primo horror girato in lingua inglese e araba) è stato prodotto dalla Image Nation di Mohammed al-Mubarakera e girato tutto ad Abu Dhabi, dal marzo all’ottobre del 2011. Le riprese si sono svolte senza intoppi e nella piena collaborazione tra Tobe Hooper e la produzione. L’uscita era prevista a gennaio 2012, ma poi qualcosa è andato storto. Il film è sparito dai listini e la Image Nation ha preso a rifiutare le offerte di distribuzione mondiale (USA compresa, anche se si tratta di una co-produzione). Cosa è successo? Secondo quanto rivelò una “fonte sicura” qualche membro della famiglia reale vide il film e lo giudicò immorale e poco rappresentativo della cultura araba, imponendo al produttore Mubarakera, addirittura, di distruggere le copie. Naturalmente, la casa di produzione araba ha smentito tutto, affermando che dopo una serie di screen test avvenuti a Londra non è giunta alcuna offerta di distribuzione internazionale. Non solo: la produzione garantiva anche un’uscita del film per il tardo 2012. Ma di Djinn non si è saputo più niente. Naturalmente in epoca digitale, impedire la divulgazione di un file e farlo scomparire per sempre dalla faccia della Terra è cosa ardua se non impossibile. E il film di Hooper, alla fine, è stato distribuito nel mercato home-video. Djinn nasce da una sceneggiatura originale di tale David Tully, marito di Daniela, la co-produttrice americana del film insieme a Tim Smythe (che ad Abu Dhabi aveva già girato The Kingdom).

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L’idea di fare un film sui djinn (esseri soprannaturali della tradizione islamica), gli era venuta durante una visita negli Emirati accompagnato da un amico esperto di folklore locale. La storia è quella di una giovane coppia musulmana che ritorna al Paese di origine dopo un’esperienza di vita all’estero. Qui, prendono possesso di un lussuoso appartamento in un palazzo modernissimo da poco edificato. La coppia nasconde un trauma – una gravidanza interrotta – e il loro legame ancora ne risente, ma le prospettive per il futuro sono rosee. Ben presto, però, il marito subisce il fascino indiscreto di una bella vicina di appartamento mentre inquietanti apparizioni si manifestano agli occhi di una sempre più tormentata mogliettina sull’orlo di una crisi di nervi. Sono i demoni del passato che ritornano o è forse l’edificio stesso a essere stato eretto sulle porte dell’inferno? Non bisogna essere un genio per trovare la risposta. Tobe Hooper costruisce un film fatto di privazioni e, in controcorrenza con l’imperante moda del gore, punta tutto sull’atmosfera.

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I pochi esterni girati per le strade di Abu Dhabi ci offrono un’immagine inedita degli Emirati, con gli spazi desertici minacciosamente celati dietro una nebbia di polvere e sabbia. Una nebbia dentro la quale si nascondono orrori senza forma. Di sangue ce n’è veramente poco e i djinn sono quasi sempre più immaginati che descritti (per fortuna, perché il digitale non fa impazzire). Il finale è di quelli per nulla consolatori ma abbastanza in linea con i tempi che corrono. Anche il tema dell’aborto è trattato così, all’acqua di rose. Un po’ Rosemary’s Baby, un po’ Poltergeist, un po’ L’esorciccio, Djinn conserva una certa dignità formale, ma riporta alla mente più Tobe Hooper’s Nightmare che Non aprite quella porta. Ma allora che cosa fece tremare i polsi alla famiglia reale? Il mistero si infittisce.