3D e motion capture: le prospettive future delle tecnologie più coinvolgenti

Il mercato delle animazioni 3D prevede il raddoppio entro il 2028
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Tornano nelle sale cinematografiche i personaggi Na’vi del fantascientifico universo di Pandora, con il secondo episodio della saga di Avatar di James Cameron. E, con loro, ritorna alla ribalta anche il cinema 3D stereoscopico che, ciclicamente, riappare facendo capolino nelle sale, senza tuttavia riuscire a trovare un posto fisso e definitivo nel panorama dell’intrattenimento.

La versione 3D è stata, effettivamente, uno dei principali traini commerciali della pellicola, all’epoca dell’uscita del primo film. Tuttavia, ora, quasi quattordici anni più tardi, è difficile ritenere che possa ripetere la medesima attrattiva nel grande pubblico: se all’uscita di Avatar eravamo un po’ tutti convinti che potesse essere giunto il vero e proprio momento del cinema 3D, gli animi si sono decisamente raffreddati negli anni successivi, relegando nuovamente pellicole in questa versione a rarità occasionali. Gli anni trascorsi giocano, inoltre, un ruolo fondamentale anche sulla nostra capacità di meravigliarci davanti agli effetti visivi (VFX), largamente influenzata dai progressi effettuati negli ultimi tempi, che ci hanno condotto a interagire sempre più spesso con i prodotti di motion capture e con le meraviglie del mondo 3D.

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Si tratta, infatti, di tecnologie ormai comunemente diffuse in diversi ambiti: non solo quello cinematografico e televisivo, ma anche nell’ambiente videoludico, che ne ha tratto enorme guadagno in termini di coinvolgimento dell’utente, di immersività e, dunque, di miglioramento della game experience. Tecniche evolute come quelle citate hanno permesso ai produttori di contenuti di lanciare titoli che hanno riscosso enorme successo, proprio grazie alla realisticità dei personaggi e dei loro movimenti.

Se nel mondo del cinema ricordiamo tutti quanti il personaggio di Gollum del Signore degli Anelli come una delle migliori performance di motion capture, gli esempi non mancano neppure nel mondo del gaming. L’80% delle animazioni di The Last of Us di Naughty Dog sfrutta interamente questa tecnologia, che è stata largamente utilizzata anche nell’ultimo capitolo di God of War, per citare solo due fra i tanti esempi disponibili.

L’altra tecnica menzionata e strettamente connessa alla motion capture, il 3D, non sembra voler rimanere indietro: nel 2021 il mercato delle animazioni 3D valeva 14.65 miliardi di dollari e si prevede una crescita fino a 31.29 miliardi entro il 2028.

Un successo in buona parte dovuto allo stesso settore dell’intrattenimento, con film e videogiochi che fanno la parte del leone nell’impiego di effetti speciali che conferiscono l’idea del movimento a oggetti, personaggi e disegni. La tendenza futura è, inoltre, sempre più rivolta verso modelli reali, sui quali gli animatori 3D sono al momento principalmente impegnati.

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Un trend, questo, che ha trovato molteplici applicazioni anche in settori da sempre legati alle grafiche e forme più classiche, come l’universo del gambling. In questo senso, uno dei pionieri in Italia è stato 888Casino, uno dei primi a introdurre il 3D nel proprio palinsesto, sia a livello di slot machine, sia di room dal vivo.

In questo caso, di fondamentale importanza è il compromesso fra l’innovazione e la tradizione, introdurre cioè animazioni ed effetti tridimensionali che non stravolgano la natura tradizionale di questi giochi.

Questo passaggio sarà probabilmente agevolato dall’altro trend individuato dagli esperti che hanno effettuato le proiezioni sui prossimi anni, e cioè l’integrazione fra animazioni e realtà virtuale. Un connubio che si prevede porterà a una ulteriore escalation del mercato globale dell’animazione e che innalzerà ancora il livello di coinvolgimento dei giocatori e degli spettatori, immergendoli in un ambiente sì animato, ma decisamente più realistico e tangibile.