22/09/2009 - Televisione
TRUE BLOOD
Umani e vampiri coabitano in una cittadina della Louisiana, grazie a un sangue sintetico creato da un'azienda giapponese...
Il tema è la difficile convivenza tra umani e vampiri in quel di Bon Temps, sperduta cittadina della paludosa Louisiana americana. A metà strada tra il softcore porn e l’horror, parecchio disturbante (sarà per questo che in Italia è approdata solo sul canale satellitare Fox, mietendo vittime soprattutto nella comunità gay?), creata da Alan Ball (Six Feet Under) e ispirata alla saga di Sookie Stackhouse della scrittrice Charlaine Harris, True Blood non indulge in facili romanticismi, privilegiando un linguaggio cinematografico esplicito e anticonvenzionale, a tratti magnificamente splatter.
A renderla ancor più intrigante ha contribuito la martellante campagna pubblicitaria on-line, iniziata con l’invio di misteriose lettere codificate, scritte in un’antica lingua indecifrabile. Date le promettenti premesse, la serie ha scatenato polemiche di ogni genere, conquistando e destabilizzando al contempo critica e telespettatori.
Il titolo, True Blood, rimanda al nome di una bevanda a base di sangue sintetico creata da una ditta farmaceutica giapponese, appositamente realizzata per favorire l’integrazione tra umani e vampiri. Il sangue fa da trait d’union tra i due mondi, linfa vitale per entrambi, in grado, nel contempo, di unirli e dividerli.
Anche l’interiorità dei personaggi rivela una doppia natura, le loro gesta sono estreme e contraddittorie, mai banali e scontate: in True Blood non esiste la certezza di una verità assoluta, il Male e il Bene convivono nelle singole personalità, indipendentemente dal gruppo di appartenenza. Evidente, in questo senso, il riferimento alla complessità dei rapporti relazionali tra etnie e culture diverse, di cui la serie si fa portavoce, affondando la lama nella piaga del perbenismo di cui è ancora intrisa l’insospettabile civiltà occidentale.
Nulla a che vedere quindi con storielle gotico-romantiche e atmosfere edulcorate alla “Twilight”, True Blood si spinge molto oltre, divenendo spunto di riflessione politica a tinte forti.
Note di merito anche per la sigla e per la colonna sonora di Nathan Barr, evocatrice dell’anima più profonda e misterica della Louisiana, location perfetta per una serie incentrata sullo sconvolgimento di un sistema dai valori stagnanti.
Il tema principale, “Bad Things” del cantante country Jace Everett, allude metaforicamente, con l’ausilio sapiente delle immagini, all’affioramento graduale dei sensi sopiti, in una realtà ancora vincolata agli schemi e alle liturgie del passato.
In questo contesto il sesso diviene mezzo privilegiato per scardinare l’ordine sociale, con tutte le conseguenze che ne derivano. Il sangue di vampiro, in grado di risvegliare istinti ancestrali, è infatti una sorta di viagra nostrano, una tentazione irresistibile per i cittadini di Bon Temps, al punto da innescare un commercio clandestino che porterà al ribaltamento dei ruoli nelle due comunità. La novità è che da settembre 2009 chiunque volesse cedere al fascino trasgressivo del “sangue sintetico”, potrà farlo grazie alla Omni Consumer Products, che metterà in vendita la bevanda “True Blood” direttamente on-line.
PRIMA STAGIONE
Sookie e Bill, la bionda telepatica e il vampiro ultracentenario, sono gli indiscussi protagonisti. Intorno alla loro problematica relazione si snodano le sanguinolente vicende della tranquilla comunità di Bon Temps, il cui precario equilibrio viene scosso da una serie di misteriosi omicidi. Di puntata in puntata, la tensione sale progressivamente, inoltrandoci nei meandri psicologici dei protagonisti.
I poteri telepatici di Sookie sono infatti maieutici degli istinti più inconfessabili dei suoi compaesani, turbati e al contempo incuriositi dall’inquietante presenza dei vampiri.
D’altra parte, questi ultimi assumono un atteggiamento di distaccata superiorità verso gli autoctoni, che non facilita certo una pacifica convivenza. Il tutto è pervaso da uno stile inconfondibile, che alterna elementi horror e trash al giusto tocco di irriverente humour nero. Tra colpi di scena, rivelazioni scioccanti e un miscuglio intrigante di sesso e violenza, i telespettatori si schiereranno decisamente tra disgustati e vampirizzati!
SECONDA STAGIONE
Ispirata al 2° volume della “Sookie Stackhouse series” , nella seconda stagione che ha appena debuttato negli Usa a farla da padrone sono la scomparsa del millenario vampiro Godric, sceriffo dell’area 9, e le vicende che si snodano intorno alla misteriosa figura della menade Maryann. Ad eccezione dei primi episodi di transizione, True Blood II procede brutalmente, portando a compimento le premesse della prima stagione. I protagonisti finiscono così avvinghiati in nuovi tranelli, destinati a fagocitarli senza pietà in una metastasi orrorifica: Sookie subirà la persecuzione della Compagnia del Sole, Bill verrà messo alle strette dalla sua creatrice, Maryann riuscirà ad invischiare Sam nella sua tela, LaFayette sarà nuovamente coinvolto nello spaccio di V.
III Stagione
Confermata la realizzazione della terza stagione, che sarà trasmessa nell’estate del 2010. Si sa ancora poco al riguardo, le uniche anticipazioni di Alan Ball riguardano la storia di Sookie e Bill, che potrebbe essere scossa dall’inaspettato arrivo di un guastafeste. Speriamo ancora in tanto sangue, sesso e truculento divertimento!
Laura De Rosa