titolo originale:
The Sickhouse
regia:
Curtis Radclyffe
interpreti:
Gina Philips, Alex Hassell, Kellie Shirley, Andrew Knott
anno:
2007
lingue:
italiano-inglese (2.0-5.1)
sottotitoli:
italiano per non udenti
formato:
16/9 full frame
produzione:
U.K
distribuzione:
Delta Pictures
02/12/2009 - Homevideo
LA CASA DELLA PESTE
Il nuovo film di Curtis Radclyffe non uscirą al cinema ma verrą lanciato direttamente in dvd dal 2 dicembre
C'è una coraggiosa archeologa (Gina Philips) e un vecchio ospedale londinese in cui sono state ritrovate spore di peste risalenti al 1600. La struttura viene chiusa per essere demolita, ma Anna crede che l'edificio nasconda un segreto ancor più temibile e vi si intrufola illecitamente per scoprirlo. Durante la stessa notte, un gruppo di ragazzi drogati scampati ad un incidente, cercano riparo nello stesso edificio per sfuggire alla polizia.
La vicenda imbocca la strada del soprannaturale e dell'esoterico e ci aggiunge il fattore batteriologico, col nuovo diffondersi del virus pestilenziale.
Un grande senso di putrefazione avvolge i corridoi infestati dell'ospedale, contaminati dai ratti infettivi e da nauseanti secchi colmi di grasso animale.
Radclyffe non sprizza fantasia, utilizzando convenzioni registiche da videoclip che ricordano da vicino lo stile del famigerato Darren Lynn Bousman , regista reso noto dalla saga di Saw: macchina da presa, handycam, messa in scena frenetica, stacchi bruschi e la successione degli eventi che diviene un bailamme.
I ragazzi posseduti, si sa, incutono sempre un certo timore (L'esorcista docet) e più di tutti qui lo fa l'adolescente incinta, specie quando, nuda e coperta di sangue, pancione tra le braccia, espelle il suo stesso feto e ci passeggia allegramente sopra.
La pellicola inglese è del 2007, ma esce in Italia solo ora e direttamente in home video.
Tra il terrorismo batteriologico post 11 settembre, le pandemie che si sono succedute negli ultimi anni-dalla mucca pazza, alla Sars, alla malattia dei polli- e il recente allarmismo per l'influenza A, ci sono abbastanza elementi per dare vita a un nuovo filone di cinema horror. In un mondo globalizzato e in società multiraziali come le noste, cosa può spaventare di più di un contagio?
Elena Araldi