08/01/2010 - Libri e Fumetti
IL MIO VIZIO E' UNA STANZA CHIUSA...
Forse, persino nel retrivo Stivale, cinema pulp e letteratura, giallo, horror e fantastico e cultura, cominciano a non esser più lingue straniere l’una all’altra...
Alla presentazione presso la Libreria Mursia dell’antologia Il mio vizio è una stanza chiusa (Supergiallo Mondadori, € 5,50), il curatore Stefano Di Marino ha ripercorso cenni di storia del giallo italiano degli anni ’70 (pescando dal suo saggio L’avventurosa storia del thrilling, nel libro curiosamente mescolato fra i racconti).
Nulla di ignoto ai nocturniani, se non che Nocturno viene direttamente citato - insieme a patron Quentin - come motore della riscoperta del filone bis-cinefiliaco, e alla fine si dà appuntamento a tutti i presenti da Bloodbuster (tempio milanese del dvd pulp nonché rivenditore della rivista). E chi c’è fra i presenti? Alan D. Altieri, deus ex machina delle collane da edicola Mondatori e quindi del nuovo giallo letterario nazionale, ma anche Giuseppe Lippi, curatore di Urania e del dossier sul cinema tratto da Poe (Nocturno n. 87).
Insomma, “tira aria di casa”: si ha la sensazione che i tasselli si stiano finalmente saldando persino nel retrivo Stivale, che forse cinema pulp e letteratura, generi ‘bassi’ come giallo, horror e fantastico e ‘cultura’ comincino a non esser più lingue straniere l’una all’altra.
Ora non resta che - dopo il “caso Shadow” - qualche altro ardito produttore faccia sbocciare in film qualche esemplare di queste storie thriller (o anche s/f, parlo schifosamente pro domo mea!) fornite dalla carta stampata.
Ma restiamo sul libro. Come avete letto nella breve recensione su Nocturno n. 88, consta di 8 racconti lunghi di altrettanti esponenti di spicco del giallo italico contemporaneo: Danilo Arona (Stirpe), Barbara Baraldi (La casa dagli specchi rotti), Daniela Basilico (Presenza sconosciuta), Andrea Carlo Cappi (Liquido Caldo), Andrea G. Colombo (Boxed), Patrick Fogli (La forma del mio cuore), Claudia Salvatori (Le meraviglie del liceo femminile), Alda Teodorani (Il Sangue dell’anima). Ciascuno è introdotto da gustosi riferimenti filmici, sulla cui pertinenza è inutile discettare: a volte è netta – come nei racconti di Fogli (su cui incombe il thriller padano di Avati) oppure di Arona (pieno di cinecitazioni legate al killer-proiezionista) – altre magari un po’ meno. Quel che conta alla fine è la qualità narrativa, e quella è sempre di livello da buono a ottimo.
Personalmente, assegno la palma al dark lady-trio Salvatori-Teodorani-Baraldi: nessuno come loro (forse perché donne) ha saputo scandagliare le intime pieghe dell’animo umano (femminile, ché sempre di femmine-streghe si tratta nei rispettivi 3 racconti), tirando fuori l’incubo più visionario o efferato dal quotidiano più “normale”, senza mai peraltro arrendersi alla banalità del quotidiano stesso nelle comode forme del bozzetto o (peggio) della commedia. Il che per me rappresenta la vera “missione morale” del giallo.
Missione che interpreta allo stesso livello un’altra autrice donna, pure presente quel giorno anche se non sull’antologia: Cristiana Astori, che con il racconto breve Il Re dei Topi completa invece il n. 9 della nuova collana Epix (sempre Mondatori edicola, € 4,90), ossia il romanzo fanta-horror Abel di Claudia Salvatori, autrice in grado di spaziare dal noir al fantastico allo spionistico (sua la serie Walkiria Nera su Segretissimo), su cui dovremo ritornare presto. Non c’è ma avrebbe potuto benissimo starci (brevità a parte), perché Il Re dei Topi della Astori è una notevole storia di orrore domestico, in cui il twist finale (tipico del giallo all’italiana) ti spinge più in fondo al nero quando già credevi d’aver capito “come va a finire” e ti sentivi al psicologicamente sicuro.
Ma voi leggeteveli tutti di filato, gli 8 racconti: non rimpiangerete il tempo investito e in più respirerete quell’aria familiare di cui dicevo all’inizio. Il nostro vizio è una stanza sempre meno chiusa.
Mario Gazzola