07/11/2011 - Film Inediti
Eaters
Realizzato dai registi indipendenti Boni & Ristori, Eaters è un interessante esperimento di "horror visivo" al quale manca purtroppo un serio apporto della sceneggiatura. Nonostante qualche falla, comunque, un film godibile...
In un mondo devastato da un? epidemia, un gruppo di personaggi lotta per sopravvivere e per cercare una risposta a ciò che sta accadendo, tra freak, residui di un?umanità folle e ovviamente famelici zombi.
Presentato all’ undicesima edizione del To Horror Film Fest, Eaters porta la firma dei filmmakers indipendenti Luca Boni e Marco Ristori, i quali sono anche produttori della pellicola, sotto il marchio della loro Extreme Video. Il film è distribuito, a livello internazionale, dal regista tedesco Uwe Boll (Alone In The Dark, Seed) ed è una sorta di remake de I mangiatori, primo lungometraggio amatoriale di Ristori.
Eaters suscita alcune perplessità: è assai ben diretto e montato, si avvale di un’ ottima fotografia, di una colonna sonora efficace (firmata da Bahntier e Justin Bennett, membro della storica band industrial canadese Skinny Puppy) ed i make up Fx sono decisamente ben riusciti. Tuttavia, il film presenta non pochi punti deboli: uno su tutti, la recitazione, troppo spesso sciatta e anche fastidiosa se si pensa al personaggio di Igor che risulta troppo sopra le righe; la sceneggiatura non lo aiuta, poiché Igor vorrebbe rappresentare il duro della situazione, ma continue battute fuori luogo e una media di quattro sproloqui ogni cinque parole non lo rendono tale, bensì fanno diventare risibile la caratterizzazione del personaggio. Il film ha un’aura molto “yankee”, che lascia nel pubblico l’impressione di un tentativo di scopiazzatura di modelli cinematografici peraltro discutibili, ossia action/horror-movie caciaroni e con poca sostanza. C’è, ovviamente, una buona dose di Romero, soprattutto nella caratterizzazione degli zombi e in alcune situazioni (la sfida “morti viventi contro umani” nell ‘arena improvvisata dei nazisti ricorda molto da vicino La terra dei morti viventi, tanto per fare un esempio), ma la sceneggiatura è debole e infarcita di luoghi comuni. L’ interessante spunto iniziale, ossia l’epidemia causata da esperimenti legati a ricerche su un farmaco contro l’ infertilità femminile, il Fertilen (sic), finisce per perdersi in un insieme troppo confuso e male articolato, così come il concetto che vede nel virus una forma di spinta evolutiva della specie umana, teorizzata dal folle medico Gyno: poteva essere un argomento originale, ma anch’ esso non viene sviluppato in modo completo.
Interessanti le figure di contorno: il gruppo di nazisti, la setta dei Fratelli del Culto che vede a capo il cosiddetto Untore (interpretato da Steve Sylvester), che si autodefinisce responsabile della pandemia. Eaters è un’ occasione non del tutto riuscita dunque, una pellicola visivamente interessante e anche divertente ma che presenta troppe debolezze narrative per poter essere pienamente apprezzata.
Il Fattore N:
(dove come quando soffia lo spirito nocturniano)
In una chiesa sconsacrata, disseminata da cadaveri in putrefazione, sede dei Fratelli del Culto, l’ Untore, un folle prete mancato ora dedito al cannibalismo, chiede a Igor: <<Sei tu un prete?>>. Igor risponde: <<No, stronzo, ma me la cavo bene con le estreme unzioni>>, dopodichè, gli spara. Una battuta riuscita, un momento non banale del film in un contesto sufficientemente malsano e cupo.
Chiara Pani