regia:
Gilles Béhat
interpreti:
Gérard Depardieu, Aïssa Maïga, Asia Argento, Olivier Marchal, Kim Hermans, Jean-Michel Nepper, Anne Coesens, Catherine Marchal, Erick Deshors
sceneggiatura:
Gilles Béhat, Olivier Marchal
montaggio:
Thierry Faber
fotografia:
Bernard Malaisy
musiche:
Frédéric Vercheval
produzione:
MK2 Productions, Artémis, Samsa Film
anno produzione:
2009
autore:
Francia, Belgio, Lussemburgo
data di uscita:
05/03/2010
distribuzione:
Moviemax Italia
paese:
Belgio, Francia, Lussemburgo
05/03/2010 - cinema
DIAMANT 13
Un polar francese con un grande Gerard Depardieu e Asia Argento splendida dark lady...
Mat(Gérard Depardieu), ex poliziotto solitario e tormentato, un giorno scopre che il suo miglior amico Franck (Olivier Marchal) è diventato uno spacciatore di droga. Mat dovrà decidere se tradire un’ amicizia o il giuramento alla giustizia…
Il film, tratto dal romanzo Dead End Blues dell’ex poliziotto Hugues Pagan (edito in Italia da Meridiano Zero), è un polar d’atmosfera che Gilles Béat ha girato (per questioni produttive) tra il Lussemburgo, Bruxelles e Anversa, costruendo un’immaginaria città del Nord notturna e periferica. L’immenso Gérard Depardieu interpreta Mat, un commissario della polizia criminale assegnato al turno di notte, la cui vita è divisa tra l’ufficio, la desolazione di una casa dove abita da solo e quella della strada, che lo porta a contatto con criminali e derelitti di ogni tipo.
Uno sbirro disincantato dai modi spicci, ma anche profondamente umano. Una notte il suo vecchio amico Franck (Olivier Marchal), che lavora per la Narcotici, gli chiede di aiutarlo a rubare un milione di euro destinato a finanziare una partita di droga. Mat non se la sente e Franck deve compiere il colpo da solo, ma proprio quando sembra che ce l’abbia fatta, un misterioso individuo lo cattura per torturarlo e ucciderlo. Mat viene catapultato così in un’indagine infernale, in cui dovrà vedersela con un pericoloso boss della mala e con l’ostilità delle alte sfere della polizia, mentre un assassino che agisce nell’ombra continua a fargli il vuoto intorno.
Nonostante il contributo dello stesso Marchal alla sceneggiatura (scritta insieme al regista e a Hugues Pagan) il film è scevro dai toni epici di 36 Quai des Orfèvres o da quelli metafisici di L’ultima missione: si tratta piuttosto di un hard-boiled di stampo tradizionale, cupissimo e solido, in cui personaggi e situazioni finiscono per contare più dell’intreccio. Che comunque è serrato e ci riserva i suoi bei colpi di scena. Anche se in Francia non ha ricevuto un gran consenso di pubblico e critica, Diamant 13 è consigliatissimo a tutti gli amanti del polar, di Gérard Depardieu e non solo. Una menzione speciale per Asia Argento, dark lady splendida e glaciale che rivela tuttavia una sotterranea vulnerabilità, e che ci sarebbe piaciuto vedere in una parte più lunga.
Fabrizio Di Marco