regia:
Peter Jackson
interpreti:
Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Stanley Tucci, James Michael Imperioli
soggetto:
Alice Sebold
sceneggiatura:
Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens
montaggio:
Jabez Olssen
fotografia:
Andrew Lesnie
musiche:
Brian Eno
anno:
2009
produzione:
WingNut Films, Film4, Key Creatives
anno produzione:
2009
distribuzione:
Dreamworks
paese:
USA/UK/Nuova Zelanda
voto:
04/03/2010 - cinema
AMABILI RESTI
A cinque anni da King Kong, Peter Jackson torna con la storia di un omicidio da una prospettiva del tutto insolita. Da un romanzo di Alice Sebold...
Il 6 Dicembre 1973, Susie Salmon viene brutalmente assassinata dal suo vicino di casa George Harvey. Susie, dopo la morte, si trova in una dimensione onirica tra il paradiso e la realtà e pur non riuscendo a interagire direttamente con le persone che conosce, osserva le loro vite e le influenza.
Gli Amabili Resti sono ciò che rimane di Susie Salmon, sono quel collegamento con la quotidianità di cui si nutrono i suoi cari.
Un incipit tragico, vicino alla realtà di una cronaca nera che ben conosciamo. La storia di una vita spezzata, di sogni infranti, di dolore e distruzione. Una tragicità che nel corso del film si intreccia a un colorato surrealismo dal notevole impatto visivo; sconfinate distese paradisiache accolgono l'anima della protagonista, trascinandoci in un'atmosfera di angosciosa serenità. Nell'esplorazione di questo pittoresco aldilà non scorgiamo gli spunti di un'iconografia religiosa, piuttosto del surrealismo di Dalì e Magritte.
Ma la pecca del film è l'impronta di un regista abituato a lavorare da una decina di anni con colossal e storie epiche, quali
Il Signore Degli Anelli e
King Kong, uno stile probabilmente inadatto ad
Amabili Resti. La bellezza di
Amabili Resti sta nelle immagini e nel grande impatto visivo. L'ambiente ultraterreno viene abilmente dipinto con metafore e arricchito da una toccante simbologia che permette a Susie di restare in contatto con le persone che ama, di percepire le loro sensazioni e lasciarsi a sua volta sfiorare da loro. Tutto questo viene però reso solo da efficacissime immagini surreali. Ottimo il lavoro della Weta Digital, ma l'eccessiva cura di questo aspetto lascia quasi totalmente inesplorato il campo delle emozioni. Intorno alla straziante tematica fondamentale ruotano tutta una serie di sentimenti e situazioni che necessiterebbero di una maggiore introspezione psicologica.
L'amore di una famiglia, un innamoramento che si scoprirà troppo tardi essere corrisposto e un fatidico bacio non dato. La storia presupporrebbe un forte coinvolgimento da parte dello spettatore, una commozione che invece manca, a causa di una narrazione frammentaria e di un'interpretazione attoriale anonima e fredda. Accostando Amabili Resti ad un film dalla tematica simile, Mystic River, si evince una diversa focalizzazione sui personaggi. Clint Eastwood ne fa il perno della sua narrazione (Sean Penn vincerà l'Oscar), Peter Jackson sembra tralasciare la componente umana. Attraverso la condizione della giovane, vediamo il film imperniarsi su diversi spunti narrativi. Susie esplora l'esistenza degli altri personaggi, cercando con loro un'intimità e un approfondimento delle loro vite. Improvvisamente però vediamo lo scioglimento della trama arrestarsi in superficie e, soffocato da una meravigliosa ombra di colori, non lasciare spazio a una più profonda interpretazione.
Claudio Silla