10/02/2010 - Cinefear
Mad in Italy
L’horror dell’ascolano Paolo Fazzini nasce dall’urgenza di cogliere il disagio dilagante nell’Italia contemporanea attraverso la finzione del cinema
È in arrivo un horror tutto italiano, ovviamente indipendente, che aspira al mercato estero: Mad in Italy. Un gioco di parole con varie chiavi di lettura, la più ovvia è il riferimento alle vicende del protagonista. Il film promette fiumi di sangue, sbudellamenti e uccisioni brutali nel tipico mood splatter ma è la causa che fa scaturire la sanguinosa mattanza a differenziare questo film dagli altri prodotti del genere.
In un periodo in cui l’economia globale è colpita dalla crisi e importanti cambiamenti politici sembrano stravolgere i governi, l’Italia è un paese scosso da alterazioni sociali. Davide, un ragazzone di 30 anni, perde il suo lavoro e si trasferisce in una casa isolata persa tra le colline del centro Italia., dove trova un modo per sfogare violentemente tutte le frustrazioni di una vita trascorsa tra occupazioni precarie e la rigida educazione di un padre-padrone…Così un film su feroci omicidi di un serial killer diviene un’opera di denuncia sulla condizione nostrana in cui il movente sta nelle difficoltà economiche e lavorative che ci coinvolgono tutti nell’Italia del 2010. Per il regista, il giovane Paolo Fazzini «è un film nato più dall’urgenza di farlo che non da razionali riflessioni sul cinema di genere» nonostante lui sia un veterano in materia essendo l’acclamato autore di importanti documentari sul cinema horror italiano come Le Ombre della paura e Hanging Shadows e abbia scritto diversi libri sul cinema di genere.Il film avrà un’impronta realistica e nella sceneggiatura sembra non ci sia nulla di inventato. Perché fare lo sforzo di inventare mediocri intrecci quando si può attingere dalle pagine di cronaca nera italiana?
La pellicola manterrà una grana grezza, sporca come nei film italiani degli anni ’70 e uno stile registico piuttosto lineare. Nel cast compariranno Gianluca Testa e Eleonora Bolla, come protagonisti.
Mad in Italy probabilmente non riuscirà a raggiungere il circuito commerciale ma uscirà direttamente in homevideo, come molte produzioni low budget, ma ci auguriamo riesca a proporre delle idee nuove per regalare allo spettatore un’alternativa stimolante e creativa rispetto alle tendenze mainstream.
Arianna Forte