Tutto cominciò nel 1980 con un libro semi-serio dei fratelli Medved, dall’eloquente titolo The Golden Turkey Awards. Sarà pure un’opera misconosciuta per il pubblico italiano, eppure è ad essa che il capolavoro di Ed Wood Plan 9 deve la sua reputazione di film peggiore del mondo. Sì, perché la pubblicazione dei due fratelli americani raccoglieva un lungo elenco di film brutti e bruttissimi, realizzati in condizioni di lavoro assurde, con budget risibile e senza il minimo pregio artistico.
La lista era così folle che i Medved ci infilarono un film inventato di sana pianta, talmente ridicolo che nessuno l’avrebbe distinto dal vasto ventaglio complessivo. Infatti, i lettori, sfidati a indovinare la bufala, indicarono un fantomatico e irreperibile Him, per la regia di un altrettanto irreperibile Ed D. Louie. Il film, datato 1974, era incentrato sugli svariati sollazzi carnali che Nostro Signore Gesù Cristo avrebbe intrattenuto con apostoli paradossalmente ben disposti…
Un plot delirante, che nondimeno è stato trasformato in lungometraggio. I due autori, alle strette, hanno infine ammesso che la panzana non riguardava la pellicola in esame, quanto un certo The Dog of Norway, con tanto di locandina fasulla ottenuta con una specie di fotomontaggio.
Al di là della rivelazione, però, la leggenda metropolitana è rimasta per anni. La ricerca non è stata facile, ma ha dato i suoi frutti. Scartabellando archivi e database digitali, ci si è addirittura imbattuti in una testimonianza di prima mano. Lo spettatore è Al Goldstein, pornografo statunitense che in un articolo del 29 aprile 1974, pubblicato sulla rivista da lui edita, Screw, fornisce un’attenta descrizione della pellicola. L’uomo non sembra esserne stato particolarmente colpito, tanto che in più passaggi la definisce lenta e noiosa per i primi quaranta minuti.
Al di là dei giudizi di merito, Him è stato il capostipite di una tendenza liminare ed estrema della pornografia. Una vocazione al blasfemo che, senza ritegno né morale, ha sin da subito fatto proseliti, trascinandosi addirittura fino ai giorni nostri: I Saw Jesus Die, anch’esso del 1974, follia danese per la regia di Ib Fyrsting. Niente di nuovo rispetto a Him, tranne le scene di tortura. Ricordiamo comunque tra i più recenti il soft Jesus Christ Serial Rapist (2004) di Bill Zebub, e Passio (2007) di Matthias Von Fistenberg, squallidissimo hard-core gay con tanto di Gesù rasato e costumi contemporanei.