20/12/2009 - Freestyle

IL CORPO DI BERLUSCONI E IL CORPO DI JENNIFER

Una sorprendente analogia sembra porre in comunione il bel film scritto da Diablo Cody e la cronaca italiana recente...

 

 
Sul corpo di Berlusconi esiste ormai una letteratura talmente copiosa da riempire la biblioteca di Alessandria, se il fuoco l’avesse risparmiata. Il corpo imperiale ha infatti sollecitato e stimolato studi e dissertazioni, spesso non esenti da una nuance macabra, poiché evocative delle indagini condotte sul soma, scrigno di segreti che sfidano ad essere penetrati, dei santi e di certi beati riesumati intatti. E anche il corpo del leader che si fenomenologizza di quella tinta terragna, tra il cuoio e la cera, che possiede la carne solo lievemente mummificata di quanti, morti nella fede, hanno goduto il dono della preservazione, acquista i tratti del prodigio: egli, Berlusconi, è già come un risorto senza avere avuto bisogno del trapasso, dalla dimensione del caduco è saltato direttamente in quella dell’eterno, senza soluzione di continuità. Almeno fino al gesto del folle Tartaglia, che ha fatto vacillare e messo in forse, seppure per una manciata di minuti, l’incorruttibilità e di conseguenza l’inviolabilità del corpo sommo che, martirizzato dalla banalità di un souvenir, ha preso a buttare sangue. Dalla sfera, immota, della perfezione siamo riprecipitati ex abrupto nel regno in divenire della caducità. Berlusconi sanguina e soffre.
 
Anche Megan Fox sanguina, benché non sia lecito sapere se soffra, ma forse sì, in quel film che tutti hanno considerato una stupidaggine e che come tutte le cose cinematografiche che ricevono unanime stroncatura nasconde qualcosa di tutt’altro che stupido: Il corpo di Jennifer.
 
Jennifer (Megan Fox) è una teenager d’una bellezza tale da risultare persino urtante, che finisce sacrificata a Satana da una band di musicisti negromanti. Ma per quelle strane ragioni che allignano nei film horror, la vittima, nonché passare nel mondo dei più, resta di qua assumendo lo status di succubo, demone femminile che le leggende vogliono si nutra dell’energia dei suoi partner sessuali. La Fox si nutre in senso più lato e anche più concreto di quanti le capitano a tiro: cioè, li ammazza e li mangia. Jennifer ha un'unica grande amica, mezza innamorata di lei, che è l’osservatrice attraverso i cui occhi seguiamo il dipanarsi della vicenda. Il corpo di Jennifer dà il titolo al film non per caso: la Fox è essenzialmente il proprio corpo, si riassume tutta in esso, più che abitarlo ne è abitata e questo già prima che il demone si installi in quel caldo e confortevole domicilio.
 
 
 
Come Berlusconi, anche Megan ha dalla sua la forza dell’immanenza: è in quanto è ciò che è, ciò che si vede. E come Berlusconi, muore senza morire risorgendo immantinente a una nuova esistenza immune da affronti, ingiurie, strappi, squarci, lacerazioni. Rediviva, per dono satanico viene sublimata nell’incorruttibilità, come una martire nera, come una santa dell’inferno. Salvo dover scoprire, alla resa dei conti finale, che quel corpo, così tetragono, così bello, così perfetto, che ha ipotecato l’eternità, cede all’affronto della più banale oggettistica: un ciondolino strappato, il fendente di un taglierino… Né più né meno come il modellino in plastica del Duomo che ha messo in dubbio l’immortalità berlusconiana.

 


D.P.
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