30/11/2009 - Cinefear
Carny
Dal regista di Shallow Ground, Sheldon Wilson, un robusto film di mostri con vedette assoluta il fantomatico Diavolo del Jersey...
In Europa non abbiamo la più pallida idea di cosa possa essere un Jersey Devil. Negli Stati Uniti, invece, lo sanno. Il Diavolo del Jersey è una creatura leggendaria - sullo stesso piano dei vari Sasquatch, Chullachaqui, Chupacabras e Uomo Falena che popolano i manuali di criptozoologia - la cui sfera d’azione sarebbero le foreste a sud del New Jersey. Figlio di una strega che lo maledisse dopo essersi resa conto di avere dato alla luce un demonio, l’essere crebbe nelle paludi cibandosi di uomini e bestiame. Secondo coloro che lo hanno avvistato nel corso del tempo a partire dal diciottesimo secolo, sarebbe una sorta di gru, con zampe e muso da cavallo e due ampie ali fibrose sul dorso. Artigliato e ferocissimo, altri vogliono il Diavolo del Jersey simile a un drago e semi-umano. La letteratura fanta-horror non se l’è lasciato scappare, se ne sono appropriati persino i videogiochi e anche il cinema non è certo arrivato per ultimo a sfruttarne le potenzialità. Il Jeepers Creepers di Victor Salva si riconnette con tutta probabilità al mito del nostro Diavolo ma ci sono stati film che lo hanno celebrato in maniera esplicita: The 13th Child (2002,Thomas Ashley e Steven Stockage), Satan’s Playground (2005, Dante Tomaselli) o Leeds Point (2008, Santo Scardillo).
Carny (2009) di Sheldon Wilson è l’ultimo in ordine di tempo dei Jersey-Devil movies. E, eccetto i Jeepers, anche il migliore, nonostante a dirla in due battute, la trama - con lo sceriffo Lou Diamond Phillips che va a caccia del Diavolone alato per i boschi dell’Ontario che si fingono del Wyoming - possa sembrare che il film non si innalzi sopra lo standard medio di una produzione della Sci-fi channel. Wilson invece – Lou Diamond o non Lou Diamond – amministra bene gli elementi che ha a disposizione: del diavolo, ne fa una specie di dragone umanoide tenuto in cattività dai proprietari di un parco dei divertimenti - che sono tutti dei freaks orribili - i quali lo esibiscono per farci quattrini. Finché una sera la bestia si scatena e, libero, vola via nei boschi.
Viene in mente Gwangi. Ma Wilson è uno che più che ai mostri guarda ai rapporti tra la gente, giustamente convinto che gli uomini siano la razza più pericolosa. Difatti, Lou Diamond deve vedersela più che con gli artigli rapaci della belva con il capo del carrozzone fieristico, un grassone laido e avido al quale in una scena clou, molto ma davvero molto impressionante, il pastore del posto strappa via la lingua ficcandogli un pugnale in bocca e poi girandolo e rigirandolo , poiché lo ritiene responsabile della morte di suo figlio sbranato dal Diavolo. Complessivamente gli effetti speciali, anche quelli in CGI della creatura, sono ben realizzati e l’ambientazione autunnale e umidiccia conferisce un tocco atmosferico peculiare.
D.P.