31/01/2010 - Freestyle

All’Ovest niente di erotico?

L'eros tracima dal web, nell’arte contemporanea, nel fumetto, per ogni dove… e al cinema? Solo i giapponesi osano?

 

 
Un giorno parlavo con Davide (Pulici) del declino del cinema erotico, di quanto sia raro ormai essere sorpresi da una scena veramente forte, almeno in una pellicola occidentale. Lui mi diceva che spesso si trova in difficoltà a trovare spunti adatti alla rubrica CineSex… insomma, siamo finiti in un neomedioevo puritano?
Eppure se mi guardo intorno sembra di no: incontri web fra sconosciuti, ogni gusto strano nutre forum di esperti e fan, politica e tg sono (diventati?) un gran bordello a cielo aperto… E un erotismo volutamente trasgressivo e dark abbonda anche nel fumetto o nell’arte contemporanea: prendiamo l’ardita mostra Ultra Erotica (galleria Mondo Bizzarro, Roma, 30/01–04/03), la quale schiera nove originali artisti – disegnatori, pittori, fotografi, da ogni angolo del globo – che coi piaceri della carne ci van giù pesante:  Michael Hussar, Zoe Lacchei, Estevan Oriol, Ken-ichi Murata, l’italiano Roberto Baldazzini, Dorian X, John Santerineross, Atsushi Tani e Makiko Sugawa spaziano fra bdsm, striscianti pedofilie e corpi zoomorfi, costretti, legati e straziati, fino all’abbraccio finale con Thanatos (leggete QUI una visione più ampia sulla mostra).
 
Nomi e temi che all’ardita galleria romana non son nuovi, insieme a quelli di altri artisti oltraggiosi come Saturno Buttò, Trevor Brown o Stu Mead, il fumettista Miguel Angel Martin (autore anche di un corto tratto da sue strisce): gente che ben declina un immaginario corporeo dissezionato e riplasmato “a piacere”, che (oltre che al classico libertino colto) parla sia a una sensibilità cyberpunk che a quella horror/torture porn, facendoci specchiare nei desideri che da normali.non ammettiamo volentieri d’avere. Ma che invece da scrittori usiamo parecchio (persino in Italia): ne abbonda per es. Francesco Verso nel recente E-Doll (premio Urania 09), i giallisti della raccolta: Il mio vizio..., anch'io largheggio nei miei racconti (e incasso critiche per questo).
 
E… il cinema dove arriva in tutto ciò? Qui sta il punto. Sperando di ritrovare la sfrontatezza degli storici Ultimo Tango, Spell, Salò o Through the Looking Glass, dei Rollin e Franco, mi son rivolto alla rassegna Shunga Movies (annessa alla mostra milanese Arte ed Eros nel Giappone Edo): ho visto l’ultimo film di Takashi Ishii, che col rape’n’revenge Freeze Me e i due Flower & Snake ha tracciato un nitido percorso nell’eros come strumento di oppressione e dominazione, che scorre lungo tutta la cultura nipponica.
The Brutal Hopelessness of Love (2007) non delude in questo senso: ben girato, molto ambiziosamente metacinematografico… fin troppo, forse, alla lunga s’aggroviglia e annoia un po’, ma di certo non lesina sul sesso e le sue deviazioni morbose, pur in un contesto decisamente autoriale.
 
Certo, Ishii non è solo a osare in Giappone: prosegue una tradizione che va dai pinku a Tetsuo e Snake of June, da Rubber’s Lover a The Bedroom, da Naked Blood al bellissimo Strange Circus di Sion Sono è un fantastico tsunami di corpi e voglie al limite (della violenza domestica, della manipolazione, del dolore, del suicidio), delizia del cyberpunker e dell’horrorista svezzato.
Allora dobbiamo concludere che è la Terra delle Libertà, il nostro Occidente – USA in testa – quella che ha veramente le mani legate dietro la schiena, ma da un prete e non da un master?! Già, una censura iniziata nell’era Reagan e abilmente trasformata in suicidio di mercato per i trasgressori fa sì che oggi Quentin possa tagliare 800 teste in una sequenza ma oltre L’ultimo bacio cala il sipario anche su un capezzolo (tocca risalire a Crash per respirare sana perversione, specie nel fantastico).
A parte per qualche coraggioso europeo da festival, come Antichrist di Von Trier (che per me rimane uno dei film del 2009), oppure il Gaspar Noé che punta al porno 3D (insieme al nostrano Tinto). E che, notate, insieme al Danese è forse il regista europeo più odiato e dileggiato dalla critica per le sue “bassezze”. Vorrei avere per voi una clip dell’espressione di un amico che vide il dvd di Irreversibile sul mio scaffale: “Ma… non era una boiata? Io ne ho letto malissimo… Ah, tu dici…?”. Sublime saggio di sociologia in uno sguardo! Mala tempora: per consolarci, torneremo presto sul tema, recuperando una piccola chicca misconosciuta da un’America appena pre-bonifica (1981): Night Dreams di Stephen Sayadian, chi se lo ricorda?
 
sulla mostra Ultra Erotica: www.mondobizzarro.net

 


Mario Gazzola
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