25/12/2009 - Freestyle

A PERFECT GATEWAY

Milla Jovovich e Steve Zahn sposi novelli in vacanza alle Hawaii piombano dal paradiso all'inferno, in un thriller di David Twohy...

David Twohy è il regista di Pitch Black (vedi dossier n°22) e di un bel film che si intitolava Below, quello sul sommergibile infestato. Di base, nasce come sceneggiatore, scrivendo nel 1988 il secondo capitolo dei Critters e altre cose (inventa la saga di Warlock). Ha al suo attivo anche una sceneggiatura respinta per il terzo Alien, il rifiuto di dirigere Alien vs Predator 2 e la regia in predicato per un eventuale terzo cross over.

Milla Jovovich, beh è Milla Jovovich: più non serve dire; e a questo A Perfect Gateway niente serve più di Milla e di una sceneggiatura di Twohy che cala carte semplici in un’aperta partita thriller che sai che alla fine ti fotterà in qualche modo; ma stai al gioco e c’è pure il rischio che non riesca affatto a prevedere da quale direzione arriverà ad abbattersi il maglio.
 
 
Milla e Steve Zahn si sono appena sposati e vanno in viaggio di nozze alle Hawaii. Che è il posto dove ormai si annidano gli orrori nel cinema Usa – i Predators di Rodriguez sembra che sbarcheranno lì. Difatti, in giro c’è una coppia di killer seriali, un lui e una lei, che hanno già fatto fuori due vittime. Abbiamo appena finito di ammirare i piedi della Jovovich stesi fuori dal finestrino della loro jeep a zonzo per la giungla, quand’ecco che un tipo e una tipa dall’atteggiamento strano saltano fuori dal verde chiedendo un passaggio.
Non succede niente.
Poi, di lì a poco, arrivati in albergo, Milla e consorte fanno conoscenza e amicizia con un’altra coppia, Timothy Olifant e Kiele Sanchez, insieme ai quali andranno a fare una gita, a piedi. Il film è tutto qui, praticamente.
Mentre la polizia arresta la prima coppia, quella dei due tipi strani, credendoli gli assassini, lo spettatore sa che non è così: gli basta vedere come Timothy Oliphant si muove nella boscaglia credendosi Rambo, per capire che il pericolo è prossimo…
 
Twohy predilige un ritmo lento e nei primi cinquanta minuti, in più di un’occasione, si rasenta l’inerzia. Ma fare anticamera va pure bene se poi uno entra in un ambiente confortevole. L’ambiente confortevole sarebbe, fuori di metafora, un impianto thriller vecchia maniera, cose semplici e lineari – uno cerca qualcun altro che si è nascosto per ammazzarlo – tuttavia amministrate bene in vista dell’emozione. Uomo contro uomo e donna contro donna: e la Jovovich – a quattro mesi dal parto – è già in grandissima forma.
 
 
I prossimi impegni per Milla sono interessanti. Nel 2010, ci saranno Keep Coming Back, una coming-of-age comedy in cui la Jovovich interpreta una spogliarellista alcolizzata. Dirige William H. Macy.
Ma la maggiore attesa è per Resident Evil: Afterlife - ormai in produzione - di cui il marito di Milla Paul W. Anderson sarà sceneggiatore e regista, come nel primo capitolo della serie.
 
 

 


Davide Pulici
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