18/05/2009 - Cinesex

BAD BIOLOGY

Se Bad Biology fosse stato un porno avrebbe meritato non la qualifica di capolavoro ma quantomeno quella di figata...

 
La rivoluzione sessuale secondo Frank Henenlotter passa attraverso la mortificazione della coppia e la prospettiva di una riappacificazione tra i sessi, attraverso lunghe sofferenze fisiche e psicologiche.
Con la stessa filosofia, nel 1994, Mike Horner girava Tangled, un porno in cui un individuo avviluppato in una rete viveva bizzarre avventure sessuali fino ad incontrare la donna adatta per lui.
Anche nel film di Henenlotter, che arriva dopo quasi 15 anni di inattività forzata, la via d'uscita dall'apatia sessuale della coppia richiede una emancipazione particolarmente smaliziata. Bad Biology è la storia dell'incontro (fisico, sentimentale, organico) tra Jennifer, una ragazza ninfomane, con sette clitoridi, che partorisce dopo due minuti dal rapporto ed è appassionata di fotografia, con Batz, un ragazzo il cui pene sproporzionato vive di vita propria ed è diventato un self made sex addicted.
Chiaramente nell'assurdo si perpetua la parabola dell'incomunicabilità di coppia ma, seppur ottima sulla carta, la sceneggiatura di R.A. Thorburn arriva fuori tempo massimo, sia per la presenza sul mercato di prodotti simili e decisamente realizzati meglio, sia per l'esposizione di un manifesto ormai divenuto banalotto. Il discorso è che se Bad Biology fosse stato un porno avrebbe meritato non la qualifica di capolavoro ma quantomeno quella di figata, perchè ascritto ad un genere che ha ancora innumerevoli potenzialità di nobilitazione. Invece qui di sesso ce n'è tanto ma artificiale come i pupazzoni che Henenlotter ancora utilizza per fare i suoi mostriciattoli. Allora vengono quasi in mente i PG Porn di James Gunn, per chi ama tutto del porno, tranne il sesso. Alla fine della fiera tutto si annacqua in un susseguirsi di bizzarrie sessuali sempre più assurde, buone per un pubblico di adolescenti sghignazzanti, e qui la colpa si deve necessariamente dare a Henenlotter, perchè, al di là del budget, la scelta di puntare su un cavallo anziché su un altro chiaramente stata sua. In questo caso valeva la pena di fare sul serio. Occhio alle musiche perché vedono la partecipazione di alcuni dei rapper più quotati della scena americana
 

Gianluigi Perrone
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