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The Autopsy of Jane Doe

2016
Titolo Originale:
The Autopsy of Jane Doe
REGIA:
André Øvredal
CAST:
Emile Hirsch (Austin Tilden)
Brian Cox (Tommy Tilden)
Ophelia Lovibond (Emma)

Il nostro giudizio

The Autopsy of Jane Doe è un film del 2016, diretto da André Øvredal 

Torna, con The Autopsy of Jane Doe, il nuovo cinema horror internazionale. Torna al caro vecchio tema della famiglia e del legame indissolubile con la morte. Torna alle ambientazioni creepy di corridoi e stanze (di case) isolate. Torna ai cast ridotti. Due cuori e un(a) cadavere. Tony Tilden (Brian Cox) e suo figlio Austin (Emile Hirsh) gestiscono un obitorio/crematorio a conduzione familiare in un paesino della Virginia. Tutto scorre regolare finché una sera (sì, buia e tempestosa) lo sceriffo non chiama per una “consegna d’emergenza”:  i Tilden devono effettuare l’autopsia di una ragazza senza nome (Jane è l’equivalente femminile di John Doe, come vengono chiamati gli sconosciuti) ritrovata sulla scena di un crimine insolito ed efferato, e il delitto va servito caldo alla stampa la mattina successiva. Quello che all’esterno appare come un corpo perfetto e senza ferite in realtà nasconde al suo interno un male inimmaginabile. Padre e figlio iniziano le procedure standard dell’autopsia e indagano, assieme agli spettatori, le cause della morte della ragazza: mano a mano che il cadavere, immobile sul tavolo gelato,  viene aperto, ecco che l’obitorio inizia a diventare quello che è sempre stato nell’immaginario collettivo, un luogo oscuro e inquietante.

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Altro che momenti di intimità familiare: ogni rumore o sfarfallio luminoso è assolutamente sospetto. Soprattutto quando fuori infuria una tempesta e si è bloccati in un vecchio edificio sottoterra con una serie indefinita di cadaveri. Perché siamo di fronte a un horror più che psicologico, fatto di suoni, di presenze/assenze e di sensazioni/presagi. Come Tony e Austin non sappiamo cosa è successo e cosa sta per accadere, eppure il corpo è lì, immobile e privo di vita. Ma ci aspettiamo che cambi qualcosa da un momento all’altro. Ecco che col progredire dell’autopsia ogni pezzo di carne, ogni organo di Jane Doe si mostra (senza veli) e ci mostra nuove ferite e lacerazioni avvenute dall’interno, e l’orrore prettamente umano si trasforma nel presagio di qualcosa di sovrannaturale. C’ è qualcosa di incredibilmente affascinante e pauroso al tempo stesso nella morte e in tutto quello che la circonda, sarà che agli uomini piace immaginare qualcosa che va oltre, nel bene e nel male.

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The Autopsy of Jane Doe ci dà proprio tutto quello che cerchiamo nell’indagine virtuale dell’aldilà, lasciandoci alle nostre vite dopo “soli” 86 minuti. André Øvredal, regista del mockumentary Troll Hunter sceglie Emile Hirsh  (Into the wild e Killer Joe) e Brian Cox (il primo Hannibal del grande schermo, in Manhunter di Michael Mann) per il suo debutto Hollywoodiano. Il bel cadavere nudo appartiene a Olwen Catherine Kelly. La produzione è del colosso IM Global, che ci ha fatto conoscere, tra gli altri, Insidious e Sinister. La sceneggiatura porta la firma esperta di Ian B. Goldberg, autore per numerose serie TV, da Once upon a Time fino a Criminal Minds. Il film ha tutte le carte in regola per piacere anche ai più scettici spettatori, ma chissà se, considerato il soggetto e l’impossibile censura, arriverà mai sui nostri schermi.