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Super

2010
Titolo Originale:
Super
REGIA:
James Gunn
CAST:
Rainn Wilson (Frank
Darbo/Saetta Purpurea)
Ellen Page (Libby/Saettina)

Il nostro giudizio

Un uomo comune che, per un torto subito, decide di diventare un eroe sanguinario e violento…

James Gunn ci piace. E ci piace tanto. Ci piaceva già ai tempi di Tromeo & Juliet e ai bei tempi andati della Troma. Ci è piaciuto da morire come ha riscritto Zombi e ci ha divertito il suo esordio dietro la macchina da presa, Slither. Insomma tifiamo per lui e non siamo rimasti delusi neanche dalla sua ultima follia: il coloratissimo Super(che lo stesso Gunn presenta nel numero 100 di Nocturno in edicola tra qualche giorno).

Super fa il verso ai tanto celebrati cinecomix, proprio come lo faceva prima di lui Kick Ass. E come Kick Ass, dietro la parodia nasconde un’ “anima pura” capace di divertire, emozionare e persino commuovere. Ma a differenza di Kick AssSuper è un film dallo spirito decisamente indie che sposta con forza la prospettiva. Nel senso che Kick Ass tradiva comunque la sua deriva fumettistica (la graphic novel di Millar e Romita jr.) e pur prendendo per il culo l’universo dei supereroi finiva per farne parte. Il sistema criticato dall’interno.

Lo sguardo di James Gunn è invece del tutto estraneo. Non sembra essere il geek secchione capace di sciorinarti a memoria il numero fuori collezione della prima apparizione di Robin o la tavola precisa in cui Mary Jane Watson ha stampato il primo bacio a Peter Parker, ma piuttosto uno che i fumetti li leggeva di nascosto, quando capitava, probabilmente mentre faceva sega a scuola. Questo è Gunn e questo è Super.

Un film in cui un uomo qualunque (il meraviglioso sfigato Rainn Wilson) si trasforma in eroe mascherato per salvare la vita a una fidanzata (Liv Tyler) che non ha bisogno di essere salvata, perché è stata lei a mollarlo per l’affascinante e pericoloso spacciatore di droga (Kevin Bacon). Un uomo che decide di diventare supereroe perché si sente toccato dalla mano di Dio. Un uomo incapace di dare la giusta prospettiva alle cose e riconosce come male qualsiasi cosa si distanzi dal bene. E anche qualcuno che tenti di saltare la fila al cinema si trasforma ai suoi occhi nel più grande criminale d’America e di conseguenza viene picchiato a sangue.

Non c’è una vera e propria redenzione come in Kick Ass, ma anzi per il povero Wilson ci sarà solo un futuro di solitudine e ricordi. O forse no, forse alla fine sono proprio i ricordi il vero patrimonio che ogni uomo dovrebbe preservare. Accumulandoli giorno dopo giorno. Consolatorio? Forse, ma soprattutto toccante, energico e prezioso.